lunedì 31 agosto 2026
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Cronaca

Deportato a Mauthausen per 600 giorni, risarcito con 108mila euro

Luca Marsi·
Deportato a Mauthausen per 600 giorni, risarcito con 108mila euro

Il tribunale di Trieste ha riconosciuto la responsabilità della Repubblica Federale di Germania (in continuità con il Terzo Reich tedesco) per aver sottoposto un cittadino italiano, militare, a "prelevamento, deportazione e internamento nei campi di concentramento" nazisti nella II guerra mondiale, riconoscendo al figlio, erede, 108mila euro a titolo di risarcimento. Lo scrive il Messaggero Veneto.  L'uomo aveva trascorso 600 giorni in prigionia, dal settembre 1943 alla liberazione il 5 maggio 1945. La sentenza è stata emessa dalla giudice Gloria Giovanna Carlesso e depositata il 12 maggio. La domanda di risarcimento, scrive il Messaggero Veneto, era stata proposta per conto di un cittadino udinese dagli avvocati Andrea Del Vecchio e Federico Gambini dopo la costituzione, nel 2022, di un "Fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di guerra e contro l'umanità per la lesione dei diritti inviolabili della persona in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich" al ministero dell'Economia e delle Finanze. Il risarcimento è stato riconosciuto perché la condizione di prigionia era in contrasto con le convenzioni sui prigionieri di guerra del tempo, costituendo crimine di guerra. Il militare era stato catturato in Albania mentre era con l'esercito italiano; era stato imprigionato a Podgorica e poi deportato a Mauthausen.  "L'iniziativa del nostro cliente - hanno spiegato gli avvocati difensori, era finalizzata a veder riconosciute le sofferenze e le atrocità subite". (ANSA)

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