Coronavirus, altra chiusura in Fvg, l'Osteria ai 3 Musoni getta la spugna
Una storia vera di come un’osteria di Udine , l’Osteria ai 3 Musoni, ha vissuto questo momento di emergenza, dettato dal panico della diffusione del Coronavirus, e di come questa abbia impattato sulla vita lavorativa dell’esercizio di ristorazione.
Il tutto è cominciato l’11 marzo, con il primo decreto emanato dal Premier Conte, il quale annunciava il lockdown. Come da ordinanza dunque, il giorno successivo, i proprietasi hanno abbassato le serrande, ma previdentemente hanno deciso di lasciare sul conto corrente dell’attività un importo tale da coprire le spese di luce, gas e telefono per un periodo di tre mesi, assolutamente necessario per poter riaprire.
Loro come tanti, non sono stati supportati dallo Stato, trascorsi i 60 giorni non hanno ricevuto i 600€ di bonus alle partite Iva, ne cassa integrazione, ne il 20% dell’importo dell’affitto dei muri promesso.
Ad oggi, raccontano i proprietari dell’osteria, hanno accumulato 14.350,00 € di debiti, tra imposte, tasse e onorari.
Alle attività lavorative del settore interessato è stato concesso l’asporto, ma come da previsione non è stato possibile replicare gli incassi del periodo antecedente alla chiusura, per svariati motivi, tra cui un’ulteriore spesa per aver dovuto appoggiarsi ad una ditta specializzata alle consegne.
La possibilità di rimediare al Gap economico è quella di richiedere il prestito bancario dei famosi 25 mila euro, ma come già appurato, si tratta di un “buco” momentaneo.
Imminente è la possibilità di tornare a lavorare. Si parla del 18 maggio, ma ad oggi, 12 maggio, non è stata fornita una condotta da seguire precisa, con disposizioni e norme tecniche atte a garantirne i clienti e ai lavoratori, la protezione sanitaria. Si subiranno delle modifiche tecniche che non permetteranno un rendimento economico tale per cui i debiti sin ora accumulati potranno essere sanati. La capienza verrà ridotta significatamente, fattore determinante. Inoltre, almeno 2.000€ verranno spese per le operazioni di sanificazione necessarie.
Facendo qualche calcolo, raccontano, aprire in queste condizioni consisterebbe ad accumulare fra le 3 e le 4 migliaia di euro al mese. Il bilancio 2020 sarebbe a dir poco gravoso.
Ad oggi, l’Osteria Ai 3 Musoni si vede costretta a chiudere i battenti, affranti è assai dispiaciuti. Cinque anni di sacrifici, di lotte e di gioie.
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