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Cronaca

Console sloveno a Trieste: «Sbagliato e ingiusto dare la colpa alla Slovenia per la chiusura delle frontiere»

Luca Marsi·

Il console generale della Repubblica di Slovenia a Trieste, Vojko Volk, ha rilasciato un comunicato parlando della situazione al confine sloveno-italiano: “Quando il 9 marzo l'Italia ha dichiarato la quarantena non ha reso informazioni specifiche sulla gestione delle frontiere con il paese diventato una "zona rossa". In Slovenia abbiamo deciso di adeguarci a tale misura, quindi abbiamo limitato il traffico per i passeggeri e lasciato il traffico aperto per tutti i camion merci. Abbiamo introdotto il controllo sanitario dei passeggeri e stabilito sei punti di controllo sanitario lungo il confine con l'Italia. A seguito di consultazioni con la Commissione europea, siamo stati informati che il controllo sanitario è nel dominio dei paesi e poteva essere introdotto.  

Si è complicato tutto successivamente quando la Croazia ha completamente chiuso il confine per i camion provenienti dall'Italia attraverso la Slovenia. Quando il giorno 13 marzo l'Ungheria ha fatto lo stesso, la Slovenia ha dovuto rispondere di nuovo e prendere ulteriori provvedimenti. Le misure indicano che i camion con la destinazione finale in Slovenia possono entrare, mentre i camion in transito possono passare solo se hanno assicurazioni anticipate che saranno autorizzati a transitare verso le loro destinazioni. 

Tale misura era necessaria e anche a vantaggio dei traportatori che si sarebbero trovati intrappolati ai confini con l'Ungheria o la Croazia. Inoltre, a causa dei passeggeri ucraini rimasti intrappolati al confine, oltre ai camion in transito, abbiamo proposto agli Stati interessati di autorizzare un convoglio umanitario per il loro rientro (senza fermate) verso le destinazioni finali. 

Ci auguriamo che attraverso la nostra campagna diplomatica di questi giorni saremo in grado di garantire un corridoio di transito duraturo per i camion dall'Italia attraverso Croazia, Serbia, Romania, Bulgaria e Turchia, poiché siamo consapevoli dell'importanza di mantenere i flussi di merci e di mantenere il lavoro per entrambi i nostri porti, Luka Koper e il porto di Trieste. Durante tutto questo tempo, come Console Generale della Repubblica di Slovenia a Trieste, sono stato in contatto con le autorità locali, in primo luogo con il Presidente della Regione Massimiliano Fedriga e i suoi collaboratori, nonché con il Prefetto di Trieste, Valerio Valenti. 

Spero che, nonostante tutto ciò, sia abbastanza chiaro che la Slovenia sta lavorando duramente per ridurre al minimo l'impatto sulla vita delle persone e sugli interessi dell'economia in questa situazione sempre più difficile. Purtroppo dobbiamo limitarci tutti. In questo senso, non è solo sbagliato, ma è anche ingiusto indicare la Slovenia come colpevole per le misure prese al confine italo-sloveno, senza prima spiegare al pubblica opinione che il problema non è la Slovenia, ma i paesi che hanno chiuso i loro confini per le persone e trasporti di merce provenienti dal' Italia. 

Inoltre, a partire da ieri, i confini sono stati chiusi anche da Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia, paesi che ricevono la maggior parte delle merci dai porti di Capodistria e Trieste, quindi sarà necessario trovare una soluzione per tutti.

Chiedo pertanto alle autorità e alla popolazione della Regione Friuli Venezia-Giulia la comprensione del fatto che la Slovenia fa del suo meglio ad agire a beneficio della popolazione da entrambi i lati del confine. Non appena possibile, saranno prese ulteriori misure a beneficio della popolazione di frontiera nonché dei proprietari dei terreni oltreconfine. Fino ad allora, restiamo tutti a casa e ognuno di noi dovrebbe fare del proprio meglio per mantenere la propria salute.”

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