Conan conquista Trieste, De Gavardo: “Un aiuto fondamentale contro il micro spaccio” (VIDEO)

Tra i temi che hanno maggiormente incuriosito il pubblico durante la diretta di “Un capo in B” c’è stato anche quello dedicato a Conan, il cane antidroga della polizia locale di Trieste diventato negli ultimi mesi uno dei simboli più riconoscibili delle attività di sicurezza urbana in città.
Nel corso dell’intervista l’assessore comunale Caterina De Gavardo ha raccontato il percorso che ha portato Conan e il suo conduttore a entrare stabilmente all’interno del corpo di polizia locale.
Secondo quanto spiegato, dal primo maggio 2026 il binomio formato dal cane e dal suo operatore è diventato ufficialmente dipendente a tempo indeterminato del corpo di polizia locale di Trieste.
“Conan è una marcia in più”
L’assessore ha definito Conan un importante valore aggiunto nelle attività di contrasto al micro spaccio e allo spaccio diffuso che colpisce soprattutto i giovani e le persone più fragili.
Durante la diretta De Gavardo ha spiegato che il nucleo interventi speciali della polizia locale operava già da tempo su questo fronte, ma che la presenza del cane consente interventi più rapidi, precisi ed efficaci.
Secondo quanto dichiarato, Conan riesce a individuare gli obiettivi molto più velocemente e permette di aumentare anche la frequenza dei controlli sul territorio.
“Essendo madre sento ancora di più questo problema”
Nel corso dell’intervista l’assessore ha parlato anche a livello personale del tema legato allo spaccio e al micro spaccio.
De Gavardo ha spiegato di sentire particolarmente questo fenomeno anche come madre, definendo il micro spaccio un problema “fastidioso” soprattutto perché può colpire i più giovani.
Per questo motivo l’inserimento stabile di Conan all’interno della polizia locale viene considerato dall’amministrazione uno strumento importante per rafforzare il presidio sul territorio.
I regali dei bambini e l’affetto dei triestini
Durante la trasmissione è emerso anche il forte affetto che molti cittadini hanno sviluppato nei confronti dell’unità cinofila.
L’assessore ha raccontato che Conan ha ricevuto regali, disegni e persino un sasso decorato con il suo ritratto da parte di bambini e cittadini.
Un segnale che conferma come il cane antidroga sia diventato nel tempo una presenza familiare e molto apprezzata anche nelle attività pubbliche e nelle iniziative sul territorio.
Possibili nuove unità cinofile in futuro
Alla domanda sulla possibilità di ampliare il nucleo cinofilo della polizia locale, Caterina De Gavardo non ha escluso futuri sviluppi.
L’assessore ha spiegato che ogni unità cinofila richiede un’organizzazione specifica, con spazi dedicati all’interno della caserma e soprattutto un rapporto stabile tra cane e conduttore.
Secondo quanto riferito, il legame operativo tra operatore e cane rappresenta un elemento fondamentale per l’efficacia del lavoro sul campo.
Pur senza annunci concreti, De Gavardo ha lasciato aperta la possibilità che in futuro possano essere valutate nuove situazioni simili, sottolineando però come Conan rappresenti già oggi un progetto molto importante per la città.
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