"La candidatura del Collio/Brda/Cuei a Patrimonio mondiale Unesco sta entrando nel vivo. La Camera di Commercio Venezia Giulia d’intesa con la Regione Fvg – spiega il presidente camerale Antonio Paoletti – ha costituito a dicembre il Comitato tecnico ristretto che è già al lavoro per predisporre tutti materiali di approfondimento necessari al dossier di candidatura".
Gli approfondimenti serviranno per tutelare il patrimonio paesaggistico, agricolo e tecnico, per sensibilizzare e istruire, per progettare lo sviluppo in modo accurato, conservare l'urbanizzazione e migliorare la qualità della vita degli abitanti del territorio del Collio e del Brda.
Il modulo di candidatura, redatto secondo le linee guida del Centro del Patrimonio Mondiale, verrà consegnato ai Ministeri competenti di Lubiana e Roma. Quando gli Stati decideranno di trasmetterlo all'Unesco come proposta comune per l'iscrizione del sito nella "tentative list" del patrimonio mondiale, questo passaggio rappresenterà il primo passo verso la candidatura di Brda/Collio/Cuei per l'iscrizione definitiva nella Lista del Patrimonio Mondiale.
Il Collio italiano e il Brda sloveno, in friulano "Cuei", rappresentano assieme un paesaggio culturale ben delimitato che si estende da entrambe le parti dell’attuale confine nazionale italo-sloveno. La sua ubicazione geografica al centro d'Europa ha reso possibile ed incentivato interazioni e collegamenti stradali, tecnici, economici, sociali, politici e linguistici nonostante la separazione postbellica. D'altro canto, l’Unesco con la Convenzione per la protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale offre uno strumento per riconoscere più facilmente e valorizzare oggettivamente il proprio patrimonio culturale, confrontandolo con siti simili sparsi per il mondo.
In un tale doppio ambito rientrano anche l'impegno condiviso tra il vasto Comune di Brda in Slovenia e, in Italia, l’Associazione Temporanea di Scopo (Ats), appositamente costituitasi con capofila la Camera di commercio della Venezia Giulia e soci i Comuni di Gorizia, Cormons, San Floriano del Collio, Mossa, Capriva del Friuli, Dolegna del Collio, Farra d'Isonzo, San Lorenzo Isontino, la Banca di Cividale e il Consorzio vini Collio, nonché il sostegno ed il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia . I soggetti coinvolti intendono proporre la candidatura del sito Brda/Collio/Cuei in primo luogo per l'iscrizione nella Lista Propositiva (tentative list) del patrimonio mondiale Unesco. Il 19 novembre scorso si è riunito in un nuovo contesto organizzativo il gruppo tecnico-scientifico ristretto, coordinato, per parte slovena, da Tina Novak Samec, Direttrice dell'Istituto del turismo, la cultura, gioventù e lo sport del Comune sloveno di Brda e, per parte italiana, dal prof. Francesco Marangon, nominato Coordinatore dall’Ats, in accordo con la Regione Friuli Venezia Giulia, nell'ambito del quale operano e cooperano esperti di vari settori.
Lo scopo primario è quello di presentare in un unico documento le caratteristiche e di sottolineare le particolarità e l'unicità dei terrazzamenti del Brda e del Collio, anche rispetto ad altre sistemazioni agricole terrazzate nel mondo. La base geologica composta dal flysch, localmente chiamato "ponca", i ripidi versanti e le favorevoli condizioni climatiche sono tutti elementi che le comunità del Brda e del Collio sono state capaci di riconoscere e considerare per poter ottenere superfici coltivabili in grado di garantirne la sopravvivenza. L’approccio con la natura non è mai stato conflittuale, ma armonioso. É stato in grado di scoprire dei metodi particolari per la creazione e modellazione dei terrazzamenti, di coltivare diversi tipi di colture, tra le quali molte varietà autoctone di frutta, di vite e di olivo, conservando lotti piccoli tra i quali si trovano le così dette “nicchie ecologiche” che offrono riparo agli impollinatori naturali ed alla fauna selvatica, assicurando la tutela della biodiversità. Oltre allo sloveno ed all’italiano le persone di questo territorio hanno continuato ad usare una propria lingua - il friulano - e continuato a perseverare al giorno d’oggi, nonostante i numerosi conflitti del passato.