Caso Wolfrang Galletti: cinque anni di indagini e battaglie legali scongiurata oggi l’ennesima archiviazione del caso

Il 27 dicembre 2019, Wolfrang Galletti, sommozzatore professionista di Trieste, ha tragicamente perso la vita durante un’operazione subacquea al largo delle coste dell’Angola, dove era impegnato a bordo della nave DSCV SBM Installer. L’incidente è avvenuto mentre Wolfrang lavorava a circa 80 metri di profondità, poco prima di terminare il proprio turno.
Da quel giorno, la famiglia di Wolfrang ha intrapreso un lungo e difficile cammino per scoprire la verità, affrontando perizie tecniche, richieste di documentazione e battaglie legali. Nel 2023 e nel 2024, il caso ha rischiato di essere archiviato due volte, ma la determinazione dei familiari, assistiti dall’avvocato Andrea Piras e dal Prof. Avv. Alfredo Antonini, ha permesso di mantenere viva l’inchiesta. Oggi, a cinque anni di distanza, permangono ancora molte incognite sulle responsabilità del sinistro.
Udienza cruciale celebratasi oggi avanti al Tribunale di Roma
Proprio oggi, 14 gennaio 2025, presso la cittadella giudiziaria di Roma si è tenuta una udienza cruciale, fissata a fronte di una ulteriore richiesta di archiviazione, che è stata evitata grazie alla determinazione dei legali dei familiari di Wolfrang e del Giudice per le indagini preliminari.
La famiglia di Wolfrang, che in questi anni ha dovuto affrontare anche la perdita del padre, continua a lottare con tenacia per ottenere verità e giustizia, non solo in memoria del loro caro, ma anche con la volontà di far sì che vengano garantite maggiori tutele alla categoria dei sat divers.
Le richieste dei familiari di Wolfrang e la ricostruzione dei fatti
Nel corso di questi anni, i familiari di Wolfrang si sono battuti, con i loro avvocati, per fare luce sulle dinamiche del sinistro e sulle responsabilità che hanno portato alla tragedia, chiedendo l’acquisizione di una serie di documenti (legati essenzialmente alla sicurezza) e l’audizione di alcune persone informate dei fatti.
Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Piras, tali materiali ed elementi sono essenziali per chiarire se siano state adottate tutte le misure di sicurezza necessarie o se vi siano state violazioni delle normative applicabile a quel determinato tipo di attività.
Negli ultimi cinque anni, grazie a perizie e testimonianze, è stata ricostruita gran parte della dinamica dell’accaduto. Come sottolineato dall’avvocato Piras (che assiste il fratello e il padre di Wolfrang): “Negli ultimi cinque anni, nonostante le molte sfide, siamo riusciti a ricostruire come si è svolto l’incidente che ha coinvolto Wolfrang. Ciò ha anche impedito, in due occasioni, che il caso venisse archiviato. Tuttavia, rimane ancora necessario fare luce su eventuali responsabilità che dovranno essere poi valutate dalla Magistratura”.
Le difficoltà affrontate in questi anni hanno messo in luce la complessità del caso, che intreccia aspetti tecnici e giuridici legati alle normative sulla sicurezza sul lavoro.
Un caso emblematico per la sicurezza delle attività subacquee
La tragica vicenda di Wolfrang Galletti mette in evidenza le difficoltà legate alla sicurezza nelle professioni che si svolgono sott’acqua. Secondo i dati ISTAT, nel 2019 in Italia si sono registrati 323 annegamenti fatali, e una parte significativa di questi ha coinvolto professionisti del settore subacqueo.
Per affrontare queste sfide, è in discussione una nuova legge che prevede la creazione dell’Agenzia per la Sicurezza delle Attività Subacquee (ASAS), con l’obiettivo di coordinare e monitorare le attività.
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