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Cronaca

Azione Universitaria: «Bocciata dai gruppi di sinistra mozione al CNSU per chiarimenti su vicenda Narodni Dom»

Luca Marsi·

Pubblichiamo da Azione universitaria Trieste:

 

Bocciata la mozione presentata da Azione Universitaria al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari a Roma, con oggetto la richiesta di avere maggior chiarezza sulla vicenda che, utilizzando poche parole  sfratta l'università di Trieste dalla sede di Via Filzi per regalare l'immobile alla comunità slovena. Il documento, presentato dal consigliere di Azione Universitaria, Claudio Barjami, aveva lo scopo di fare chiarezza sul ruolo del Ministero dell’Università e della ricerca nell’ ”Operazione Balkan” che ha visto protagonisti i massimi esponenti dello Stato. Nello specifico con la mozione si voleva capire a quanto sarebbero ammontati i fondi ministeriali a sostegno della copertura economica integrale degli interventi di ristrutturazione del Gregoretti, a totale carico del Ministero, e se fosse previsto contestuale adeguamento delle risorse nel medesimo capitolo di bilancio e se nelle more dell’effettivo trasferimento della Sezione di Scuola interpreti e Traduttori nella nuova sede, la suddetta sezione Sarebbe rimasta nella sede di via Filzi.

 

La richiesta di chiedere informazioni e chiarimenti tramite il massimo organo nazionale della rappresentanza studentesca universitaria parte da Trieste grazie a Nicole Matteoni, dirigente nazionale del movimento giovanile di Fratelli d’Italia, Gioventù Nazionale.

 

«Durante la seduta del CNSU mi sono trovato dinanzi a un muro costruito con faziosità dai rappresentanti dei gruppi di sinistra. Adducendo a motivi campati in aria, come la legittimità di una simile richiesta al CNSU su una questione locale - cosa non vera dato l’impegno scritto con la firma del Ministro dell’Università e della Ricerca nel protocollo d’intesa, quindi richiesta totalmente ammissibile- e a motivi ideologici, quali “è giusto ripagare per l’ingiustizia”, con i soli nostri 2 voti a favore, 8 astenuti e 9 contrari, la nostra legittima mozione è stata respinta. Volevamo fare chiarezza su questa operazione decisamente incredibile che vede togliere all’Università degli Studi di Trieste un immobile nel pieno centro città che comporta lo spostamento di un corso di laurea prestigioso come quello di scuola interpreti in un’altra zona della città, togliendo preziosi fondi per altri interventi su altri edifici sparsi sul territorio nazionale». Così Claudio Barjami, consigliere di Azione Universitaria al CNSU «proprio dalle dichiarazioni del Rettore Di Lenarda al quotidiano il Piccolo si evince il ruolo del Ministero e la preoccupazione dell’Università degli studi di Trieste che come ha sottolineato “ha subito una scelta dall’alto”. Per quanto ci riguarda continueremo a vigilare sulla situazione al fine di tutelare i diritti degli studenti universitari di Trieste».

 

 «Sono state tutte motivazioni politiche quelle del No alla mozione di Azione Universitaria per fare chiarezza sulla vicenda del Balkan: quasi a voler mascherare un’operazione che da tutti i punti di vista, sia storico sia economico, fa acqua da tutte le parti. Ha dell’incredibile il comportamento dei rappresentanti degli studenti di sinistra che si ergono sempre a difensori della verità. Con il loro vergognoso voto contro, hanno impedito che gli studenti sapessero quanti fondi totali sarebbero stati tolti dal fondo ministeriale per l’edilizia universitaria e non hanno permesso così che gli studenti di scuola interpreti sapessero di più del loro destino. Solito atteggiamento arrogante e anti democratico e fazioso di una parte politica che non cambierà mai». Commenta Nicole Matteoni.

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