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Cronaca

Autostrade Alto Adriatico: Monaco e il Cda confermati all'unanimità

redazione·
Autostrade Alto Adriatico:  Monaco e il Cda confermati all'unanimità

Il 2025 si chiude con risultati di bilancio ottimi per Autostrade Alto Adriatico con un utile pari a 38,5 milioni di euro, quasi 16 milioni di euro in più rispetto al 2024. La Concessionaria autostradale, società in house delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, si conferma una realtà sana con solide basi, tra le più performanti del settore, in grado di reinvestire sul territorio nei prossimi cinque anni un miliardo di euro di fondi propri in opere pubbliche. A fronte di questi forti investimenti, che – va doverosamente specificato – non godono di contributi statali, Autostrade Alto Adriatico, potendo contare su un patrimonio netto di oltre 507 milioni di euro, si è posta l’obiettivo di mantenere inalterati i pedaggi almeno fino al 2029 (unica Concessionaria in Italia a non aumentare le tariffe per 11 anni consecutivi, nonostante la forte inflazione registrata dal 2022). “Una scelta chiara, impegnativa e di forte responsabilità che si associa all’impegno altrettanto importante di completare quanto prima possibile la realizzazione della terza corsia dell’autostrada A4 (Venezia-Trieste). Sono obiettivi ambiziosi che testimoniano la funzione e la natura pubblica della Società al servizio delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese”, ha affermato il Presidente Marco Monaco nel corso dell’assemblea dei soci che si è tenuta oggi, mercoledì 24 giugno a Trieste, ove è stato confermato Presidente, con l’attribuzione di specifiche deleghe gestionali, così come sono stati confermati anche gli altri componenti del Cda, Tiziano Bembo, quale vicepresidente, e i consiglieri Zorro Grattoni, Elena Buson Nicolodi e Valentina Graberi.

I risultati performanti sono dettati dall’aumento dei transiti che nel 2025 hanno superato il massimo storico dei 54 milioni (+2 milioni rispetto al 2024, + 4 milioni rispetto al 2023 e + 18 milioni dal 2003). Questo ha determinato un fatturato di 236 milioni di euro incrementato del 3,18% rispetto all’esercizio 2024, a seguito di un aumento del 3,40% dei chilometri complessivi percorsi dai veicoli rispetto all’anno precedente (+4,05% traffico leggero e + 2% del traffico pesante). Il trend positivo dei transiti si sta confermando anche nei primi cinque mesi del 2026 (+2,24% rispetto ai primi cinque mesi del 2025), nonostante la difficile situazione geopolitica. L’avanzamento della Terza corsia ha, infatti, reso sempre più attrattiva l’autostrada A4, passata dall’essere arteria periferica in Italia a centro dei traffici di tutta Europa. E ha rafforzato anche la sicurezza stradale: gli incidenti totali sono passati da 655 del 2024 a 566 nel 2025 (-13,5%), gli incidenti con danni alle persone da 173 a 152 (-12,1%), gli incidenti mortali da 13 a 5 (-61,5%).

Nella sua veste di società in house delle due Regioni, Autostrade Alto Adriatico reinveste gli utili. Ed ecco quindi che nei prossimi 5 anni è pronta a stanziare e realizzare opere per un valore di un miliardo di euro; opere che cambieranno il volto della logistica e del sistema dei trasporti del Friuli Venezia Giulia e del Veneto. Si tratta dei lavori per la costruzione della terza corsia della A4 tra San Donà di Piave e Portogruaro, comprensivi del nuovo casello di San Stino di Livenza (quadro economico da 870 milioni di euro, il cui cantiere inizierà tra fine 2026 e inizio 2027 e terminerà nel 2031); l’abbattimento e la ricostruzione dei cavalcavia nella stessa tratta autostradale; l’ampliamento dei caselli di Redipuglia (lavori che si avvieranno a fine esodo estivo) e Portogruaro (opera quest’ultima già avviata): la realizzazione di due nuove aree di sosta di 161 stalli a Fratta Nord e Sud per mezzi pesanti di prossima inaugurazione. Da tenere conto, inoltre, che a questi investimenti si sommano i costi della manutenzione della rete autostradale che nel 2025 hanno superato i 22 milioni di euro. Ai futuri investimenti si aggiungono i risultati raggiunti nel 2025 e a inizio 2026 ovvero l’ampliamento del casello di San Donà di Piave, la riqualificazione della caserma della Polizia stradale di San Donà e la realizzazione delle barriere spartitraffico centrali del tratto della A4 tra Redipuglia e Lisert.

 Nonostante questi rilevanti investimenti, Autostrade Alto Adriatico, in continuità con quanto disposto dal 2018 dalla precedente concessionaria, ha operato la scelta di mantenere i pedaggi inalterati, che risultano oggi (7,8 centesimi al chilometro per i veicoli leggeri) inferiori rispetto alle altre concessionarie che hanno recentemente realizzato nuove infrastrutture al pari della Terza corsia della A4. A fine 2025 Autostrade Alto Adriatico è stata l’unica concessionaria a ribadire al Mit l’intenzione di non richiedere alcun incremento tariffario dei pedaggi per l’anno 2026 sulla propria rete di competenza per far fronte all’attuale congiuntura economica.  Il nuovo piano economico finanziario, inviato da ultimo all’Ente Concedente in data 17 dicembre 2025, prevede un’invarianza tariffaria almeno fino al 2029, per tutto il quinquennio 2025-2029, quindi, con un possibile incremento tariffario ridotto al minimo, ovvero allo 0,069% annuo per le successive 23 annualità, a far data dal 2030 (2030-2053). L’approvazione del nuovo piano economico finanziario da un miliardo e 888 milioni di euro, raddoppiato rispetto al precedente (risalente al periodo regolatorio 2020-2024) a causa principalmente dell’aumento dei prezzi delle materie prime (+603 milioni di euro) è fondamentale per il completamento della Terza corsia della A4 e quindi per l’immediato avvio dei lavori del tratto San Donà – Portogruaro. Nell’aggiornamento del piano, inoltre, sono stati inseriti investimenti di manutenzione straordinaria per un valore di circa 396 milioni di euro per la ricostruzione delle opere d’arte più datate (35 tra cavalcavia e ponti) non comprese nella costruzione della terza corsia della A4, anche alla luce della sopravvenuta normativa tecnica.  

L’aggiornamento del piano economico finanziario ora è in attesa dell’ok definitivo del Cipess (il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile), che dovrebbe intervenire entro la prima metà di luglio. Fondamentale il supporto ricevuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti, che hanno già riconosciuto come giustificato e legittimo l'incremento del valore del Piano degli investimenti. Va comunque sottolineato che una svolta fondamentale per garantire adeguatamente la sostenibilità economica e finanziaria del programma di sviluppo è stata l’operazione straordinaria di aumento del capitale sociale, concretizzatasi a febbraio 2025 con il determinante apporto assicurato dalla Regione Friuli Venezia Giulia per 95 milioni di euro. Il rafforzamento patrimoniale ha consentito non solo di giungere, nel mese di luglio 2025, alla cancellazione integrale delle linee di credito sottoscritte nel marzo 2023 con gli istituti finanziatori BEI e CDP per complessivi Euro 750 milioni di euro (linee di credito obbligatorie per la sottoscrizione dell’Accordo di Cooperazione), ma anche di poter confermare al Commissario delegato la sussistenza della copertura economica per far fronte all’importo stimato per la realizzazione del tratto di terza corsia tra Portogruaro-San Donà di Piave.

 L’azione di Autostrade Alto Adriatico non si esaurisce nella sola gestione della concessione, ma si estene anche a un più ampio impegno di supporto allo sviluppo del territorio e alla cooperazione istituzionale. Nel 2025 la Società ha infatti promosso una rete di collaborazioni con soggetti strategici del territorio, tra cui Aeroporto Friuli Venezia Giulia, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e FVG Strade, partecipando altresì alle attività di sviluppo della Comunità Energetica Rinnovabile regionale ed è pronta ad allargare i suoi orizzonti ad altri partner della logistica. Tali sinergie esprimono una visione della concessionaria quale attore infrastrutturale integrato, capace di contribuire non solo alla mobilità, ma più in generale alla competitività, alla sostenibilità e alla coesione del territorio di riferimento.

Barbara Zilli, assessore alle Finanze della Regione Friuli Venezia Giulia: “Autostrade Alto Adriatico si conferma un’eccellenza strategica per la nostra Regione. Lo attestano i risultati di bilancio che certificano la solidità finanziaria e le potenzialità della società in house al servizio del territorio. Guardiamo al futuro con un piano imponente da un miliardo di euro di investimenti nei prossimi cinque anni, risorse concrete che permetteranno di accelerare i cantieri della terza corsia e di ammodernare radicalmente l'intera infrastruttura regionale.  Nonostante i rilevanti investimenti messi in campo, i pedaggi rimarranno inalterati almeno fino al 2029: si tratta di una scelta di forte responsabilità, pensata per dare un sostegno concreto alle famiglie e alle imprese in questa congiuntura economica. Esprimo quindi un sincero plauso all'operato del presidente Monaco, dell'intero Consiglio di amministrazione, del Collegio sindacale, del direttore generale e di tutte le maestranze, il cui impegno ha consentito ad Autostrade Alto Adriatico di conseguire risultati di assoluto rilievo e di fornire un servizio sempre migliore ai nostri cittadini.”

 Marco Monaco, presidente Autostrade Alto Adriatico: “Innanzitutto ringrazio il Presidente del Friuli Venezia Giulia, Fedriga, e del Veneto, Stefani, a nome di tutto il Consiglio di Amministrazione, per la fiducia e la stima, che ripagano il grande impegno ed i risultati ottenuti dalla Società, dalla dirigenza e da tutto il personale tecnico e amministrativo. Autostrade Alto Adriatico si conferma una concessionaria fondata su una precisa valutazione di responsabilità economica e sociale in una fase storica segnata da persistenti tensioni geopolitiche, pronta a sostenere il potere di acquisto delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese, con la consapevolezza che l’infrastruttura gestita riveste un ruolo strategico non soltanto per il Friuli Venezia Giulia e per il Veneto, ma per l’intero corridoio nazionale ed europeo di riferimento; ruolo confermato anche dal continuo incremento dei dati relativi al traffico, che nel corso dell'esercizio in esame, ha raggiunto e superato i 54 milioni di transiti, risultato mai raggiunto prima”.


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