giovedì 6 agosto 2026
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Cronaca

Auto di lusso, contanti e frodi: Trieste nel mirino di un’indagine su scala nazionale

Luca Marsi·
Auto di lusso, contanti e frodi: Trieste nel mirino di un’indagine su scala nazionale

È scattata alle prime luci dell’alba di oggi un’importante operazione coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine, che ha visto impegnate Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza su più fronti, con perquisizioni anche a Trieste. L’inchiesta, avviata nel 2023, ha portato all’emissione di sei misure cautelari personali, di cui cinque in custodia cautelare in carcere e una con divieto di dimora nella regione Friuli Venezia Giulia.

Trenta perquisizioni in sei province, coinvolta anche Trieste

Le perquisizioni sono avvenute nelle province di Udine, Trieste, Gorizia, Venezia, Treviso, Torino e Biella, e hanno interessato soggetti gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e ai reati contro il patrimonio, tra cui truffe online.

Truffe online con oggetti di lusso e pagamenti in contanti

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, gli indagati mettevano in atto truffe attraverso annunci pubblicati su piattaforme online, proponendo orologi e auto di lusso. Gli acquirenti venivano convinti a pagare in contanti, ma spesso la merce non veniva consegnata e gli autori risultavano irrintracciabili. Alcuni episodi sono stati collegati anche a furti e rapine.

I proventi riciclati nel settore del metallo e dell’autodemolizione

Il denaro ottenuto illecitamente veniva riciclato attraverso l’acquisto di rottami metallici o rivendita di auto di pregio, utilizzando come copertura una cooperativa e un consorzio nella provincia di Torino, che fungevano da filtro per giustificare i flussi finanziari.

Sono stati anche sequestrati quattro immobili per un valore ancora in via di accertamento. Il sequestro è stato disposto per evitare la reiterazione dei reati e per finalità di confisca.

L’inchiesta è ancora in corso e, come precisato dalla Procura di Udine, tutti gli indagati beneficiano della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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