martedì 29 settembre 2026
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Ue, Danimarca annuncia uscita dal trattato sulla Carta dell'energia

Luca Marsi·
 La Danimarca ha deciso di ritirarsi dal trattato sulla Carta dell'energia, l’accordo internazionale che stabilisce un quadro per la cooperazione nell'industria dell'energia e di cui l’Italia non fa parte. Lo ha dichiarato il governo danese in una nota, motivando la decisione in termini di “possibili preoccupazioni e rischi per la transizione verde”, dal momento che l’accordo tutela gli investimenti in energia verde ma anche in quella fossile. La protezione degli investimenti nei combustibili fossili ha suscitato preoccupazioni in vari Paesi Ue (Polonia, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Slovenia, Lussemburgo e Germania), che hanno quindi già annunciato l’intenzione di ritirarsi dal trattato. 
 
A livello europeo e dopo quattro anni di negoziati, a giugno 2022 è stato raggiunto un accordo sulla modernizzazione del trattato sulla Carta dell'energia che però non ha ottenuto la maggioranza in seno al Consiglio. I sette Paesi in questione, e ora la Danimarca, hanno per questo annunciato l'intenzione di recedere dal trattato, ritenendo il testo sulla modernizzazione non sufficientemente ambizioso. Una decisione finale sul ritiro della Danimarca ​​richiede l'ottenimento del consenso da parte del parlamento danese. "Come politici, abbiamo il compito importante di stabilire il miglior quadro possibile per la transizione verde. Per come appare ora il trattato sulla Carta dell'energia, crea un'inutile incertezza sulla transizione verde. È stato un gioco di equilibrismo, perché il trattato include anche investimenti verdi. Nel complesso, il trattato sulla Carta dell'energia crea maggiore incertezza sugli investimenti rispetto alla sicurezza", afferma il ministro del clima, dell'energia e dell'approvvigionamento, Lars Aagaard. (GEA) - FLC/RIB EST

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