martedì 14 luglio 2026
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Sandra Savino: «Forza Italia Fvg boccia la nota di aggiornamento al Def»

Luca Marsi·

«Una nota di aggiornamento che per sostenersi si affida a una fantomatica lotta all’evasione è un refrain trito e ritrito. Eppure, bastava rimettere mano a Quota 100 e al disastroso Reddito di cittadinanza. Temiamo che questa manovra porti a un unico vicolo cieco, quello di rimettere le mani nelle tasche degli italiani». Commentano la nota di aggiornamento al Def con queste parole gli esponenti di Forza Italia del Friuli Venezia Giulia. «No, presidente Conte, non siamo tranquilli sul fatto che ci “pensiate voi” – afferma la deputata Sandra Savino, coordinatrice regionale di Forza Italia –. È una presa in giro manovra da oltre 30 miliardi di euro che si finanzia per oltre 14 miliardi con spazi di deficit aggiuntivi, che comporteranno l’aumento di debito pubblico, e oltre 7 con la lotta all’evasione. Conte, Di Maio e Zingaretti cercano le coperture con i proventi – tutti sulla carta – di una lotta contro l’evasione basata su un “patto” con i cittadini, come dichiarato da Conte: gli stessi cittadini che, in maggioranza, siamo sicuri che non stanno dalla parte di questa raffazzonata maggioranza. Un patto che penalizzerà i commercianti e i consumatori “deboli” che non utilizzano bancomat. All’incentivazione dei pagamenti elettronici si affiancherebbe poi un “bonus Befana”, detrazione per i settori a rischio evasione, che rischia di diventare un “bonus Ferragosto”, considerando che ancora non si sa come attuarlo: sperare in un “bonus Ognissanti” era troppo». Il senatore Franco Dal Mas boccia Conte e il ministro dell’Economia Gualtieri anche su altri fronti. «Troppo poco sul fronte del taglio del cuneo fiscale – osserva –, che è previsto soltanto da luglio, ma Conte e compagni di sventura non hanno deciso come farlo, se con detrazione o credito d’imposta. A ciò si sommano le stime ottimistiche dell’aumento della crescita per i prossimi anni – continua -, speranze di ripresa nella fiducia degli investitori e del calo del debito, mettendo insieme di tutto, dal Green new deal alle infrastrutture. Il governo più a sinistra della storia ha soltanto intrapreso un “cammino di fede” che rischia di portarci a un disastroso aumento delle tasse». Savino, conclude indicando che «per trovare coperture sicure per scongiurare l’aumento dell’Iva e mettere in campo serie politiche per la società e le famiglie italiane bastava avere il coraggio di una seria spending review, di rivedere Quota 100 (si consideri che la spesa per le pensioni sta aumentando, mentre le assunzioni sostitutive dei nuovi pensionati sono pochissime) e soprattutto di abolire il doloroso marchio di fabbrica dei 5 stelle, il Reddito di cittadinanza che ora finisce pure nelle tasche dei brigatisti rossi e che doveva “abolire la povertà”, fatto smentito dall’improvvisata rincorsa a nuove politiche di questa nota di aggiornamento al Def».

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