Massimo Semeraro: "La fotografia può avvicinare i giovani al Carnevale di Trieste" (VIDEO)
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La fotografia come strumento per avvicinare le nuove generazioni al Carnevale di Trieste, una futura mascotte da trasformare in un simbolo riconoscibile della manifestazione e nuove collaborazioni con il mondo della scuola. Sono alcune delle idee lanciate da Massimo Semeraro, titolare di FotoMauro, nel corso della trasmissione "Un capo in B con...", dove ha condiviso alcune riflessioni sul futuro della manifestazione e sul ruolo che la fotografia può svolgere nella sua promozione.
La mostra ha attirato tanti ragazzi
Tra gli aspetti che hanno maggiormente colpito Massimo Semeraro durante la mostra fotografica dedicata al Carnevale c'è stata la presenza di numerosi giovani.
Secondo quanto raccontato, molti ragazzi si sono fermati a osservare gli scatti esposti, dimostrando curiosità verso una manifestazione che spesso viene percepita soltanto come il giorno della sfilata.
Per Semeraro proprio questa risposta del pubblico rappresenta un punto di partenza importante per costruire nuovi progetti destinati alle giovani generazioni, utilizzando la fotografia come linguaggio capace di raccontare il lavoro, la creatività e la passione che si nascondono dietro ogni carro allegorico e ogni costume.
Il ritorno della fotografia analogica
Nel corso dell'intervento è stato sottolineato anche un fenomeno che, secondo Semeraro, sta tornando ad attirare l'interesse dei più giovani.
Ha infatti spiegato di osservare un rinnovato entusiasmo verso la fotografia analogica e, più in generale, verso tutto ciò che permette di vivere un'esperienza creativa concreta.
Un elemento che, a suo giudizio, potrebbe essere sfruttato anche dal Carnevale per coinvolgere ragazzi interessati non soltanto a fotografare la manifestazione, ma anche a scoprirne i retroscena e il lungo lavoro che precede la sfilata.
L'idea di una mascotte materiale
Tra le proposte lanciate durante la diretta figura anche quella di realizzare materialmente la mascotte del Carnevale.
Dopo aver ricordato il successo riscosso dalla mascotte presentata per la Barcolana, Semeraro ha suggerito di creare un personaggio fisico dedicato anche al Carnevale triestino.
Alessandra Orlich ha ricordato che la manifestazione possiede già una mascotte storica chiamata Ginetto, presente sulle pubblicazioni del Carnevale, pur non esistendo ancora in forma materiale.
Da qui è nata l'idea di svilupparla concretamente, trasformandola in un elemento riconoscibile durante gli eventi e nelle iniziative promozionali.
La tecnologia al servizio della tradizione
Parlando della possibile realizzazione della mascotte, Semeraro ha citato anche l'utilizzo della stampa 3D.
Secondo quanto spiegato, questa tecnologia potrebbe consentire la produzione di piccoli gadget destinati al pubblico, seguendo un'esperienza già sperimentata nel proprio settore con altri oggetti distribuiti ai clienti.
L'idea è quella di utilizzare strumenti moderni per valorizzare una tradizione storica, creando nuovi elementi capaci di rafforzare l'identità del Carnevale anche tra le nuove generazioni.
Una collaborazione con le scuole
Il tema del coinvolgimento degli studenti è tornato anche nelle riflessioni di Semeraro.
Raccogliendo l'idea illustrata dalla presidente Alessandra Orlich, ha manifestato la disponibilità a sostenere eventuali iniziative rivolte alle scuole, mettendo a disposizione spazi e collaborazioni qualora fosse necessario.
Secondo il suo intervento, si potrebbero organizzare attività in grado di permettere ai ragazzi di conoscere da vicino il mondo del Carnevale, sviluppando progetti educativi e creativi collegati alla manifestazione.
Il Carnevale come momento di felicità
Nel finale della trasmissione, alla richiesta di riassumere il significato del Carnevale con una sola parola, Massimo Semeraro ha scelto "felicità".
Una definizione che, secondo quanto spiegato, racchiude lo spirito della manifestazione e la capacità del Carnevale di riportare anche gli adulti a vivere l'entusiasmo e la spensieratezza dell'infanzia.
Lo stesso Semeraro ha raccontato di partecipare personalmente ai festeggiamenti in maschera, considerandoli un momento di autentico divertimento e condivisione.
Tradizione e innovazione possono crescere insieme
Dalle proposte emerse nel corso dell'intervista prende forma una visione che punta a unire tradizione e innovazione.
Fotografia, nuove tecnologie, attività dedicate alle scuole, una mascotte riconoscibile e un maggiore coinvolgimento dei giovani rappresentano alcune delle idee che potrebbero accompagnare le future edizioni del Carnevale di Trieste, mantenendo vivo il legame con la storia della manifestazione ma aprendosi, allo stesso tempo, a nuovi linguaggi e nuove forme di partecipazione.
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