venerdì 25 settembre 2026
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Segnalazioni

Giovani sperimentavano esplosivi e pubblicavano video in chat, perquisizioni anche nel Nord-Est

Luca Marsi·
Una passione per le armi e gli esplosivi condivisa da un gruppo di adolescenti su canali della chat Telegram utilizzata per condividere consigli per fabbricarle in casa. E' quanto hano scoperto gli investigatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Milano al termine di una complessa attivita' di polizia giudiziaria, condotta tra ottobre 2022 e febbraio 2023. "I miei genitori sono contrari alle armi allora me le fabbrico io oppure me le prendo da qualche parte [...] Ci ho sparato con una glock vera... [...] Te lo dico perche' le modifico da quando avevo 14 anni [...]". Sono alcune delle conversazioni delle chat dove gli adolescenti, di diverse areee geografiche d'Italia, affermavano di andare in giro con coltelli e a volte persino con pistole (a salve o da softair), incuranti di possibili controlli da parte delle forze dell'ordine. "Io avevo una glock pero' poi ci sono andato a scuola perche' lo avevo visto in un film americano [...] io sono andato con un multitool con coltello, rischiato molto di andare al minorile [...] Io portavo quello a scatto nel giubbino", si legge ancora nelle loro conversazioni. Spesso pubblicavano anche foto e video che mostravano armi da taglio, da sparo e da softair, esposte in posa o durante l'effettivo utilizzo. Nelle loro discussioni su Telegram richiedevano informazioni e consigli su come confezionare molotov, esplosivi e detonatori, pubblicando anche foto degli ordigni realizzati, scrivendo "avete mai fatto una molotov? io si [...] martedi' provo a fare del napalm [...] Qualcuno ha ha un video Tutorial per un detonatore? [...] buon pomeriggio, ecco a voi un piccolo dispositivo. [...]".
 
 Al termine dell'indagine, coordinata dal Procuratore Capo del Tribunale per i Minorenni di Milano Ciro Cascone e dal Sostituto Procuratore Sabrina Ditaranto, la Polizia Postale, in collaborazione con le Digos e con l'ausilio di unita' cinofile specializzate della Polizia di Stato, ha eseguito 8 perquisizioni nelle citta' di Avellino, Lecce, Milano, Pisa, Sassari, Nuoro e Treviso. I fatti illeciti emersi con l'operazione di oggi del COSC di Milano, rientrano in una piu' ampia problematica di utilizzo distorto dei social network e delle altre risorse della Rete da parte di giovani e giovanissimi. La prevenzione e il contrasto di tutti i fenomeni criminali online vedono la Polizia di Stato impegnata in prima linea, anche grazie a mirate attivita' di monitoraggio della rete. Le dotazioni tecnologiche di cui si avvalgono il Servizio Polizia Postale e i Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (COSC), unite all'esperienza e all'elevato livello di specializzazione del personale che vi presta servizio, consentono di superare il muro di anonimato dietro il quale solitamente si celano i cybercriminali. Gli investigatoti sottolineano che resta di fondamentale importanza che tutti gli utenti segnalino eventuali contenuti illeciti rinvenuti in rete, interessando immediatamente la Polizia Postale o attraverso il sito internet e i profili social del Commissariato di P.S. Online (dove si possono trovare linee guida e suggerimenti utili per contenere i rischi della rete), o rivolgendosi direttamente ai Centri e alle Sezioni Operative per la Sicurezza Cibernetica presenti su tutto il territorio nazionale. (AGI)Tpa foto italiaonline

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