domenica 18 ottobre 2026
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Crisanti: “Buttare a mare i test rapidi, sono come pistole ad acqua”

Luca Marsi·
"Per uscire da questa pandemia ci sono tre ricette misure di contenimento, implementazione di un piano nazionale di sequenziamento delle varianti, e finalmente implementare un sistema che sia in grado di bloccare la trasmissione del virus sul territorio. Bisogna buttare a mare questi test rapidi, sono come pistole ad acqua contro il virus, creano un fattore distorsivo senza precedenti", a dirlo Andrea Crisanti, virologo, direttore del laboratorio di microbiologia all'Università di Padova, che aggiung: "Se avessimo fatto un lockdown serio a Natale questo problema non ce l'avremmo, quello cha manca sono linee chiare e precise date in anticipo. Abbiamo ancora tantissimi casi giornalieri, in Italia c'è una prevalenza di circa il 18% della variante inglese, ha una infettività elevatissima, può mettere in ginocchio un paese come dimostra l'esperienza di Portogallo, Israele, Germania del Nord e Inghilterra stessa. La colpa non è delle persone, ma chi gli dà la possibilità di andare in giro. Penso che gli italiani meritino rispetto e che venga detta la verità. Se le misure di restrizione messe in atto in primavera fossero state protratte altre due o tre settimane non saremmo arrivati in questa situazione. Lo siamo per gli sbagli fatti da maggio a settembre, in parte indotti dalla necessità di cedere a quel gruppo a quegli interessi, partiti o categorie. Il virus è tra noi, se continuiamo con questo tira e molla alla fine non ci saranno piu ristori per nessuno, basta vedere le economie asiatiche che sono in piena esplosione grazie ad una politica diversa, di tolleranza zero. Ogni caso è un caso di troppo perché può reinnescare l'epidemia".

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