lunedì 24 agosto 2026
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Auto: primo segnale positivo in Europa, +1,1% a settembre

Luca Marsi·
Dopo otto mesi di cali il mercato dell'auto dell'Europa Occidentale registra a settembre il primo segno positivo dell'anno. Le immatricolazioni - secondo i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei - sono state 1.300.050 con un incremento dell'1,1% sullo stesso mese 2019. Da inizio anno sono state vendute 8.567.920 auto, il 29,3% in meno dello stesso periodo dell'anno scorso. Fca ha immatricolato a settembre in Europa Occidentale 77.807 auto, l'11,8% in più dello stesso mese del 2019, con un aumento della quota dal 5,4 al 6%. Da inizio anno le immatricolazioni del gruppo sono 490.200, in calo del 33,9% sull'analogo periodo del 2019. La quota passa dal 6,1 al 5,7%. La crescita del mercato europeo a settembre "è certamente modesta, ma è significativa perché potrebbe rappresentare l'inizio dell'inversione di tendenza dopo il disastroso impatto del coronavirus sulle vendite dei primi otto mesi". Lo sottolinea il Centro Studi Promotor che considera decisivo "il ruolo degli incentivi varati in molti mercati che hanno favorito soprattutto le vendite di vetture elettriche e ibride plug-in, anche se in valori assoluti le loro immatricolazioni sono ancora modeste e quindi il recupero deriva anche da un migliore andamento delle vendite di vetture con alimentazioni tradizionali". "Il segnale positivo di settembre non può certo far dimenticare il quadro catastrofico che si sta delineando per l'intero 2020" commenta il Centro Studi Promotor secondo il quale "l'auto in Europa Occidentale chiuderà il bilancio 2020 con una perdita di immatricolazioni assolutamente severa". "Per una ripresa significativa del mercato dell'auto, in quel che resta del 2020 e soprattutto nel 2021, sono necessarie tre condizioni - spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - e cioè che i governi varino politiche di sostegno al settore dell'auto più incisive, che non vi siano nei prossimi mesi nuove fermate dell'attività produttiva e che i primi segnali di ripresa dell'economia, dopo il crollo della prima parte del 2020, si consolidino e si rafforzino". Tutti i mercati dell'area fanno registrare cali a due cifre e particolarmente pesante è il quadro dei cinque maggiori paesi con contrazioni del 25,5% per la Germania, del 28,9% per la Francia, del 33,2% per il Regno Unito, del 34,2% per l'Italia e del 38,3% per la Spagna.

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