domenica 18 ottobre 2026
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Segnalazioni

Allarme di Confcommercio, città desertificate

Luca Marsi·
Confcommercio lancia l'allarme: a causa del Covid, nel 2021, si assisterà ad un tragico calo (-24,9%) delle imprese di alloggio e ristorazione. Non solo, anche un calo del commercio al dettaglio del 17,1%. L'analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio evidenzia il "rischio di non rivedere i nostri centri storici come li abbiamo visti e vissuti prima della pandemia è, dunque, molto concreto e questo significa minore qualità della vita dei residenti e minore appeal turistico", si legge nel report. Un quadro allarmante che aggrava la già carente situazione del commercio nazionale: tra il 2012 e il 2020 oltre 77mila attività di commercio al dettaglio (-14%) e 14mila imprese di commercio ambulante (14,8%), hanno chiuso. L'economia cambia marcia. "Il Covid acuisce certe tendenze e ne il modifica commercio nazionale: sempre più imprese di vendita al dettaglio spariscono dalle vie dei centri storici". In particolare, cambiano i consumi. L'analisi di Confcommercio registra che solo attività quali alimentari, tabaccherie, e ancora di più farmacie e negozi di tecnologia sono riusciti a fronteggiare la crisi. Altri settori merceologici, invece, rischiano di scomparire dai centri urbani. Si tratta dei negozi di abbigliamento (-17%), di libri e giocattoli (-25,3%), di mobili e ferramenta (-27,1%) e le pompe di benzina (-33%). Numeri mai visti, da almeno venti anni.

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