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Turismo. Bini: "3 milioni per lo sviluppo della ricettività in Fvg"

Luca Marsi ·
Turismo. Bini: "3 milioni per lo sviluppo della ricettività in Fvg"

Prosegue l'iter di attuazione del Codice del Terziario e ritorna l'atteso bando "ex fondo Turismo": si tratta di risorse regionali destinate agli esercenti e alle attività alberghiere e ricettive, con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo della capacità ricettiva del comparto turistico e accompagnarne la transizione ecologica e l'inclusività. Il bando uscirà verso la fine di maggio e rimarrà aperto fino alla fine di settembre: partirà con una dotazione di 3 milioni di euro, che la Regione è pronta ad integrare con ulteriori risorse in base alle esigenze che emergeranno". Sono le parole dell'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia Sergio Emidio Bini, che ha portato all'attenzione della Giunta il regolamento, approvato in via preliminare dall'Esecutivo, relativo ai criteri e alle modalità per la concessione di contributi in conto capitale a favore di micro, piccole e medie imprese turistiche e pubblici esercizi. Il provvedimento fa seguito all'approvazione del Codice regionale del commercio e del turismo e disciplina il sostegno agli investimenti per il potenziamento dell'offerta turistica regionale, nell'ambito dell'ex fondo turismo. L'iter proseguirà ora con il passaggio in seconda commissione, prima dell'approvazione definitiva da parte della Giunta.

La platea dei beneficiari comprende l'intero comparto dell'ospitalità: strutture alberghiere, strutture extra-alberghiere, bed and breakfast, affittacamere, unità abitative, campeggi, rifugi alpini e strutture a carattere sociale. Tra le novità rientra anche l'inclusione dei pubblici esercizi della ristorazione, purché operanti all'interno di una struttura ricettiva. Le iniziative finanziabili riguardano quattro ambiti principali: interventi di manutenzione, ristrutturazione o ampliamento su strutture esistenti o immobili da destinare a uso turistico;
acquisto di arredi e attrezzature nuovi di fabbrica, con una spesa minima di 10mila euro; realizzazione di parcheggi con almeno tre posti auto e interventi per il superamento delle barriere architettoniche; acquisto di immobili da destinare all'attività ricettiva. "Nel bando - ha informato l'assessore - saranno previste premialità per gli interventi che aumentano i posti letto, innalzano la classificazione delle strutture e riguardano aree montane svantaggiate, i Comuni di Grado e Lignano Sabbiadoro, i comuni capoluogo Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone e i siti Unesco. Saranno inoltre valorizzati gli interventi con certificazioni ambientali, soluzioni di accessibilità secondo il modello Universal Design (progettazione accessibile a tutte le persone) e l'applicazione di contratti collettivi migliorativi per i dipendenti".

"Questo regolamento - ha proseguito Bini - dota l'Amministrazione di uno strumento moderno per incentivare non solo la crescita volumetrica del comparto, ma soprattutto la sua transizione ecologica e l'inclusività, garantendo al contempo rigore amministrativo e tracciabilità della spesa". Le imprese potranno scegliere tra due regimi dell'Unione europea: il regime de minimis (aiuti di importo limitato), con contributo fino al 50 per cento della spesa e tetto massimo di 300mila euro, oppure il regime di esenzione previsto dal regolamento Ue 651/2014, con intensità di aiuto variabile tra il 10 e il 30 per cento in base alla dimensione aziendale e con lo stesso limite massimo di 300mila euro. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online tramite il sistema IOL. Il regolamento prevede anche la possibilità di ottenere un'anticipazione fino al 50 per cento, previa fideiussione. I beneficiari dovranno mantenere la
destinazione dell'immobile per cinque anni; per i beni mobili il vincolo sarà di tre anni. In sede di prima applicazione della misura saranno ammissibili anche le spese sostenute dal primo gennaio 2025, applicando il regime de minimis. A regime, invece, saranno riconosciute soltanto le spese sostenute dalla data di presentazione della domanda.

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