Rotte Trieste Airport: 4 milioni dalla Regione. FdI: "Difendiamo il volo per Milano"

"Senza un collegamento funzionale con Roma, un territorio rischia di non esistere dal punto di vista amministrativo; senza un collegamento aereo e ferroviario con Milano, rischia di non esistere dal punto di vista finanziario". Lo afferma in una nota il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, Claudio Giacomelli, intervenendo in Aula in merito all'emendamento che consente alla Regione di cofinanziare le rotte da e per Trieste Airport, stanziando ulteriori 4 milioni di euro per il 2026 e utilizzando le risorse residue già destinate al collegamento Trieste-Milano Linate.
Giacomelli riconosce "il grande impegno del presidente Fedriga e dell'assessore Amirante, così come quello degli ex presidenti Serracchiani e Tondo, che negli anni hanno difeso il volo su Milano, consapevoli della sua importanza per la competitività del territorio. In passato, il dibattito nazionale sulle sedi legali delle grandi aziende regionali, da Generali a Fincantieri, fu centrale anche sulle principali testate economiche. In quegli anni molti dirigenti, per raggiungere Milano, non prendevano il treno, volavano da Lubiana. Questo dà la misura di quanto il collegamento con il principale polo economico del Paese sia decisivo per chi opera ai massimi livelli".
Il consigliere evidenzia "anche le ricadute economiche per la Regione. Siamo una regione a statuto speciale che trattiene una quota significativa delle entrate. Senza la presenza di alcune grandi aziende, perderemmo risorse tali da mettere a rischio due o tre ospedali. Difendere il collegamento con Milano non è una battaglia di retroguardia, è una condizione essenziale per attrarre nuove imprese, investimenti, manifatture, terziario avanzato, startup innovative e operatori finanziari. Rinunciare al collegamento diretto con Milano significherebbe spingere nuovamente i flussi verso Lubiana, con un danno competitivo enorme e un rischio gravissimo per il futuro del territorio".
"Alcuni esponenti della Sinistra continuano a leggere questi temi attraverso un ambientalismo rigido e astratto, o basandosi su suggestioni di decrescita felice che non hanno alcun riscontro nella realtà economica del Friuli Venezia Giulia. Scelte di questo tipo - chiosa l'esponente di Centrodestra - rischiano di indebolire il territorio proprio mentre stiamo lavorando per renderlo più competitivo e attrattivo".
ACON/COM/rcm.
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