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Province. Capozzi (M5s): "Progetto datato e vago, persino Ciriani lo critica"

Luca Marsi ·
Province. Capozzi (M5s): "Progetto datato e vago, persino Ciriani lo critica"

“Alla fine, il risultato non poteva essere che questo: quello più logico e prevedibile. Trovano infatti sempre più fondamento le nostre preoccupazioni e la nostra netta contrarietà al ripristino delle Province. Una scelta che appare oggi ancora più incoerente, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni dell’europarlamentare Ciriani, il quale ne ha criticato apertamente l’impianto, sottolineando al tempo steso come il progetto ricalchi di fatto il modello di oltre dieci anni fa”. Lo ribadisce la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che, attraverso una nota stampa prende nuovamente posizione sul tema del ritorno delle Province, aggiungendo anche che “si tratta di una critica che, paradossalmente, conferma proprio le nostre preoccupazioni. E non avrebbe potuto essere altrimenti, giacché si è deciso di ripristinare un contenitore amministrativo, senza tuttavia chiarire quali funzioni eserciterà, come verrà finanziato e con quali risorse umane potrà operare. Soprattutto in un contesto già segnato da una grave carenza di personale a disposizione delle amministrazioni locali”. “L’unico vero moltiplicatore che si intravede - rimarca l’esponente pentastellata - è quello delle cariche elettive, che non è certamente quello dell’efficienza amministrativa o della qualità dei servizi ai cittadini. Oggi, a dirlo, non siamo più solo noi: sorprende solo il fatto che lo affermi lo stesso Ciriani”.

“Il progetto - precisa Capozzi – non semplifica e, tantomeno, non razionalizza nulla. Ripropone invece vecchi e obsoleti modelli istituzionali, senza tener conto delle trasformazioni demografiche, sociali ed economiche del Friuli Venezia Giulia”. “Inoltre, va stigmatizzato anche come non si tratti certamente di un episodio isolato. Negli ultimi mesi abbiamo infatti assistito - sottolinea la rappresentante del M5S – a svariate prese di distanza all’interno della stessa Maggioranza: dalla norma sui medici di Medicina generale in quiescenza, fino al documento leghista di gennaio, che criticava aspetti della sanità, sui quali da tempo solleviamo le stesse osservazioni. Senza dimenticare, andando a ritroso, le dichiarazioni dello stesso Ciriani sulla sanità pordenonese”. “Questi segnali – evidenzia la consigliera regionale pentastellata - delineano un quadro politico sempre più frammentato, nell'ambito del quale si respira un’evidente aria da campagna elettorale. Le continue 'spallate' interne certificano infatti una coesione di maggioranza che vacilla da ormai tempo, lasciando spazio al prevalere di interessi di parte, anziché alla soluzione concreta dei problemi dei cittadini. Una Maggioranza che, alla fine dei giochi, finisce per fare opposizione a se stessa”.

“Riteniamo perciò indispensabile riportare il dibattito – conclude Capozzi – su un piano di serietà e responsabilità, evitando operazioni di facciata e concentrandoci su riforme realmente utili, sostenibili e rispondenti ai bisogni delle comunità”.

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