Onorificenze: Scoccimarro, "Benvenuti campione nello sport e nella vita"

"Nino Benvenuti non è stato soltanto uno dei più grandi pugili della storia mondiale. È stato un uomo straordinario, un simbolo della nostra città e delle nostre terre, un esempio di sportività, generosità e rispetto dell'avversario. Un insegnamento che porto con me nello sport, nell'impresa e nella politica". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, in occasione della cerimonia di conferimento alla memoria della Stella al Merito Sportivo a Nino Benvenuti, svoltasi al Trieste Campus. "Benvenuti appartiene a una generazione irripetibile di campioni. Alle Olimpiadi di Roma del 1960 conquistò la medaglia d'oro e il riconoscimento di miglior pugile del torneo, davanti a un giovanissimo Cassius Clay, destinato a diventare Muhammad Ali. Erano anni nei quali la boxe viveva una stagione straordinaria, con una popolarità che persino il calcio faticava a raggiungere. Le sue epiche sfide mondiali con Emile Griffith e Carlos Monzón restano pagine indimenticabili dello sport".
"Venticinque anni fa ebbi l'onore di premiarlo come Sportivo del Secolo della provincia di Trieste, al termine di una selezione che aveva coinvolto una giuria popolare e una giuria composta da giornalisti ed esperti sportivi - ha aggiunto Scoccimarro, evocando un episodio personale -. Fu un riconoscimento meritatissimo, che ricordo ancora con grande emozione". "Nino sapeva vincere e sapeva perdere, ma soprattutto sapeva rispettare. I suoi grandi avversari diventarono amici. Quando Griffith si trovò malato e in difficoltà economiche, Nino si mobilitò per aiutarlo. E quando Monzón, dopo una vita segnata anche da vicende tragiche, morì, volle rendergli l'ultimo omaggio portandone la bara a spalla. Questo significa essere grandi uomini, prima ancora che grandi campioni", ha spiegato l'assessore.
Un altro elemento centrale del ricordo è stato il legame di Benvenuti con la storia del confine orientale. "Benvenuti era un esule istriano. Lasciò Isola d'Istria nel 1954, nel contesto della dolorosa vicenda dell'esodo giuliano-dalmata, seguita alla Seconda guerra mondiale e alla ridefinizione dei confini orientali italiani. Non dimenticò mai la propria terra - ha proseguito Scoccimarro -. In lui si riconoscono la storia, il dolore e l'orgoglio di tante famiglie che dovettero abbandonare le proprie case. Nei suoi libri 'Il mondo in pugno' e 'L'isola che non c'è' ritroviamo queste due dimensioni: il campione conosciuto in tutto il mondo e l'uomo profondamente legato alle proprie radici". "Nino mi ha insegnato che la vita, come lo sport, è fatta di vittorie e sconfitte. L'importante è saper imparare dalle sconfitte, senza perdere mai il rispetto dell'avversario. È una lezione che ho cercato di applicare nella mia esperienza sportiva, imprenditoriale e politica. Perché si può essere avversari senza essere nemici. Grazie Nino, per le tue vittorie, ma soprattutto per il tuo esempio. Trieste e l'Italia non ti dimenticheranno", ha concluso l'assessore.
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