Migranti, Roberti: "Bene sgombero a Trieste, ma chiarire arrivi da altre città"

"Lo sgombero del Porto Vecchio di questa mattina è senza dubbio un'ottima notizia. I complimenti vanno ancora una volta alle Forze dell'ordine e alla Prefettura che, di concerto con tutte le istituzioni, hanno condotto l'operazione. Resta però una criticità sulla quale non si può più soprassedere: circa la metà delle persone rintracciate risultava già in carico ad altre Questure. È necessario capire perché si trovassero a Trieste e se siano arrivate autonomamente o siano state indirizzate da qualcuno".
Lo ha detto oggi l'assessore regionale alla Sicurezza e Immigrazione Pierpaolo Roberti, commentando lo sgombero in corso nel Porto Vecchio di Trieste, dove dalla mattinata è in atto un intervento nei pressi della pensilina in corrispondenza degli ingressi monumentali di Largo Città di Santos.
"Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a una situazione di questo tipo - ha aggiunto Roberti -. È importante fare chiarezza sui movimenti di persone che hanno già avviato procedure amministrative in altre città e che poi vengono rintracciate a Trieste andando a ritroso lungo la rotta balcanica, una contraddizione inspiegabile a meno che non si scopra una sorta di regia. Sono domande più che legittime, alle quali mi auguro possano dare risposta le autorità competenti".
L'operazione vede impegnato personale della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri e dell'Esercito, con il supporto di contingenti di rinforzo e sotto il coordinamento tecnico-operativo della Questura di Trieste.
Nell'area sono state rintracciate circa 100 persone. Di queste, una cinquantina proviene da altre città, dove aveva già un appuntamento presso le rispettive Questure, mentre circa 20 sono in possesso di titoli rilasciati dalla Questura di Trieste. Per le restanti persone sono in corso le verifiche delle singole posizioni amministrative.
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