Il tributo della Crpo Fvg alle protagoniste della rinascita del 1976

"Cinquant'anni dopo il terremoto che colpì il Friuli Venezia Giulia, il nostro pensiero torna a quei giorni drammatici del 1976, quando la terra tremò portando via vite, case, certezze. È una ricorrenza che non può limitarsi alla memoria del dolore: deve essere anche un momento di riconoscimento profondo per tutte le donne, uomini e bambini che hanno perso la vita e per quelli che, sopravvissuti, hanno rappresentato con la loro forza silenziosa, ma determinante la rinascita delle nostre comunità".
Lo afferma in una nota la presidente della Commissione regionale per le pari opportunità del Friuli Venezia Giulia, Dusy Marcolin che, insieme alle commissarie, sente "il dovere di restituire voce a quelle donne che troppo spesso la storia ha raccontato solo ai margini. Donne che erano madri, figlie, lavoratrici, custodi di relazioni e identità locali. Donne che il sisma ha strappato ai loro affetti, lasciando vuoti incolmabili, ma anche un'eredità di coraggio, orgoglio e dignità che ancora oggi ci guida".
"Accanto a loro - continua Marcolin -, vogliamo ricordare tutte coloro che, nei giorni immediatamente successivi al terremoto e negli anni della ricostruzione, si sono rimboccate le maniche senza esitazione. In un contesto segnato dalla distruzione e dall'incertezza, le donne hanno svolto un ruolo fondamentale: nei centri di accoglienza, nelle tendopoli, nelle famiglie ferite, nei luoghi della solidarietà. Hanno curato, organizzato, sostenuto, spesso mettendo da parte il proprio dolore per prendersi cura degli altri".
"La ricostruzione del Friuli Venezia Giulia è stata riconosciuta a livello internazionale come un modello di efficienza e partecipazione, il modello Friuli - aggiunge la presidente della Crpo -. Ma dietro a quel modello ci sono anche le mani, le energie e la determinazione delle donne. Senza il loro contributo quotidiano, spesso invisibile ma imprescindibile, quel percorso non sarebbe stato possibile. Loro e gli uomini che, con il loro lavoro instancabile tra macerie e cantieri, hanno contribuito in modo decisivo alla ricostruzione materiale e civile del territorio".
"Oggi, a distanza di mezzo secolo, il nostro impegno è duplice: custodire la memoria e continuare a promuovere una cultura che riconosca pienamente il valore del contributo femminile nella società. Ricordare le donne del terremoto - evidenzia Marcolin - significa anche ribadire l'importanza della parità, della partecipazione e del riconoscimento in ogni ambito della vita pubblica e privata".
"A tutti quelli che non ci sono più, quelli che hanno ricostruito, mattone dopo mattone, relazioni e comunità - conclude Marcolin -, va il nostro pensiero commosso e la nostra gratitudine più sincera. E a tutte noi spetta il compito di non dimenticare e di continuare a costruire, con la stessa forza e lo stesso coraggio, un futuro più giusto e inclusivo".
"Perché la memoria - spiega la presidente della Crpo Fvg - non è solo uno sguardo al passato, ma una responsabilità verso il domani".
ACON/COM/sm
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