Commercio. Bini, "al via bando da 1,4 milioni per negozi di vicinato"

Si apre oggi il "bando ponte" per i negozi di vicinato, con una dotazione di partenza di 1,4 milioni di euro. Le imprese potranno accedere ad un contributo a sportello fino a 5 mila euro, per abbattere, tra le altre cose, il costo dell'affitto, delle bollette e del personale. Un aiuto concreto per dar sostegno a chi ogni giorno alza la serranda e garantisce servizi essenziali e socialità ai nostri piccoli paesi". A darne notizia è l'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini. "A pochi giorni dall'annuncio del bando - prosegue l'esponente della giunta -, passiamo dalle parole ai fatti. A seguito dell'entrata in vigore del nuovo Codice regionale del Commercio e
del Turismo, per evitare che le tempistiche di approvazione dei regolamenti attuativi si traducessero in un'attesa eccessiva da parte delle imprese di contributi spesso fondamentali per portare avanti la propria attività, abbiamo valutato di emanare un "bando ponte", basato sui vecchi criteri. Una scelta che attesta la chiara volontà di questa amministrazione di essere fattivamente vicina alle imprese, senza far mai mancare il sostegno necessario".
Nel dettaglio, il bando prevede contributi a fondo perduto a sollievo dei costi di funzionamento di unità locali di esercizi di vendita di vicinato ubicati nei piccoli comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti, oppure nelle frazioni dei comuni con popolazione compresa tra i 5 mila e i 15 mila abitanti. Possono fare richiesta di contributo le microimprese con negozi fino a 250 metri quadrati che, tra le altre cose, svolgono attività di vendita al dettaglio di generi alimentari freschi e conservati, di generi non alimentari di prima necessità e di uso corrente per le famiglie. Per i beneficiari sarà obbligatoria l'assicurazione contro danni catastrofali, richiesta dalla
normativa nazionale. La spesa ammessa a contributo non può essere inferiore a 2 mila euro né superiore a 5 mila euro. Il contributo è concesso a sportello ed è pari al 50 per cento della spesa ammessa, ma può essere elevato al 100 per cento nel caso in cui il negozio attivi dei servizi di prossimità come, ad esempio, la consegna a domicilio e il supporto ai servizi postali.
Costituiscono spese ammissibili a contributo: i costi di funzionamento, come le bollette; il canone d'affitto relativo ai locali in cui viene esercitata l'attività; lo stipendio del personale, compresi i collaboratori e i soci lavoratori retribuiti; i costi connessi all'attività di certificazione della rendicontazione delle spese riferite al bando. "Anche quest'anno confermiamo la semplificazione delle procedure
introdotta nel 2025 - specifica Bini - con la compilazione digitale della domanda, che consentirà di snellire la fase di imputazione agevolando l'inoltro dell'istanza di contributo. Con l'ultimo bando erano stati garantiti finanziamenti per 439 imprese, per un controvalore di 1,34 milioni di euro". Le domande possono essere presentate fino alle ore 12.00 del 15 aprile 2025 solo ed esclusivamente in via telematica tramite il sistema Istanze On Line.
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