Trieste soffocata dal turismo? Famulari (Pd): “I triestini rischiano di essere espropriati della loro città”

Ingorghi, rallentamenti e traffico in tilt: la mattina di venerdì 2 maggio ha messo in evidenza, ancora una volta, le criticità legate alla crescente pressione turistica sulla città. A denunciarlo con parole chiare è Laura Famulari, vicepresidente del Consiglio comunale di Trieste e rappresentante del Partito Democratico, che ha lanciato un duro monito contro quella che definisce “una vera e propria prova generale del soffocamento da turismo”.
Secondo Famulari, non si può più ignorare il rischio concreto che i triestini vengano di fatto espropriati del proprio spazio urbano e delle proprie abitudini quotidiane. Il problema non riguarda solo la difficoltà di trovare parcheggio o di spostarsi in centro città nei giorni di grande afflusso, ma si estende a questioni più profonde come l'aumento dei prezzi, la riduzione degli alloggi disponibili per i residenti, l'aggravarsi dell'inquinamento e i disagi crescenti per chi vive stabilmente a Trieste.
«Non è più tempo di trionfalismi per le crociere e per i numeri da record del turismo», afferma Famulari, evidenziando come la politica cittadina debba iniziare a porsi domande sulla reale vocazione della città. Il timore, infatti, è che Trieste venga ridotta al ruolo di semplice “meta” per turisti da weekend o da ponte, perdendo progressivamente il suo equilibrio sociale e urbano.
Il commento arriva a poche ore da una mattinata che ha visto il centro città congestionato, anche a causa del ponte del Primo Maggio e della festa nazionale in Slovenia, che ha portato un numero ancora maggiore di visitatori a Trieste. In particolare, Viale Miramare, le Rive e le principali vie d'accesso alla città sono risultate pressoché impraticabili per ore.
Famulari chiede ora alla giunta Dipiazza di prendere atto della situazione e di affrontarla con serietà. «Non possiamo più rimandare un dibattito concreto sulla vocazione turistica della città e sui suoi limiti. La crescita del turismo deve essere governata, non subita».
Le sue parole riaccendono il dibattito cittadino su un tema sempre più sentito da residenti e categorie produttive: come conciliare lo sviluppo turistico con il diritto dei cittadini a vivere una città funzionale, accessibile e a misura d'uomo.
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