Trieste, Scoccimarro denuncia: “Italiani dimenticati mentre cresce l’industria dell’accoglienza”
L’assessore regionale Fabio Scoccimarro interviene duramente sul tema dell’emarginazione sociale a Trieste e lo fa attraverso un lungo racconto affidato ai social, destinato ad alimentare un acceso dibattito cittadino sul rapporto tra accoglienza, povertà e attenzione verso i senzatetto italiani.
Scoccimarro descrive quanto avrebbe visto “l’altra sera” sul lato opposto di piazza Libertà, nei pressi della stazione ferroviaria di Trieste. Secondo il suo racconto, un uomo si trovava a terra in condizioni difficili, mentre “gemeva nel silenzio”. L’uomo, identificato con le iniziali E.D., viene descritto come un sessantaquattrenne italiano, figlio di esuli, rimasto orfano da bambino, cresciuto in collegio, vedovo e senza familiari vicini.
Nel testo pubblicato dall’assessore regionale emerge un ritratto molto duro della marginalità urbana presente nell’area della stazione di Trieste, una zona che negli ultimi anni è diventata spesso centro del confronto politico e sociale sul tema dell’accoglienza e della rotta balcanica.
“Nasce in via Baiamonti”: il passaggio simbolico del messaggio
Nel suo intervento, Scoccimarro sottolinea con forza un elemento identitario. “Non viene dall’Afghanistan, non attraversa la rotta balcanica”, scrive, evidenziando come l’uomo sia nato a Trieste, “in via Baiamonti”.
Un passaggio che l’assessore utilizza per denunciare quella che considera una disparità di attenzione tra diverse forme di povertà. Secondo Scoccimarro, esisterebbero infatti “disgraziati di serie A e disgraziati di serie B”, con una critica diretta verso quella parte del mondo dell’accoglienza che, a suo giudizio, si mobiliterebbe soprattutto per i migranti lasciando invece nell’ombra italiani e triestini in grave difficoltà sociale.
Nel messaggio compare anche un riferimento polemico ai “professionisti dell’indignazione permanente”, ai volontari e alle associazioni presenti in piazza Libertà, accusati dall’assessore di non essersi accorti della situazione dell’uomo.
Il ringraziamento al 118 e all’ospedale di Cattinara
Nel suo intervento, Scoccimarro rivolge invece parole di apprezzamento agli operatori sanitari. L’assessore afferma infatti che E.D. starebbe “un po’ meglio” grazie all’intervento del 118 e del personale dell’ASUGI presso l’Ospedale di Cattinara.
Secondo quanto scritto dall’esponente regionale, medici e operatori sanitari avrebbero soccorso l’uomo senza “fare selezione ideologica” su chi meritasse aiuto, in un passaggio che rafforza ulteriormente il tono politico e polemico dell’intervento.
Un tema destinato a far discutere
Le parole di Scoccimarro arrivano in un momento in cui il tema della sicurezza, della marginalità e dell’accoglienza continua a occupare il centro del dibattito pubblico triestino. Piazza Libertà resta da tempo uno dei luoghi simbolo della discussione politica cittadina, tra volontariato, emergenza sociale, migranti in transito e persone senza fissa dimora.
Il racconto pubblicato dall’assessore regionale rilancia così una riflessione più ampia sulle nuove povertà presenti in città e sull’equilibrio tra solidarietà, assistenza e attenzione verso tutte le fragilità sociali, senza distinzioni.
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