“Trieste è antifascista”: promotori presidio denunciano aggressioni e tensioni dopo la manifestazione

Dopo le tensioni e gli scontri avvenuti ieri a Trieste durante le iniziative legate alla commemorazione di Almerigo Grilz in via Paduina, intervengono pubblicamente anche i promotori del presidio “Trieste è Antifascista”, che diffondono una dura nota contro quanto accaduto.
Nel comunicato, gli organizzatori contestano apertamente la gestione della giornata e parlano di “aggressione armata neonazista”, accusando inoltre le forze dell’ordine di aver successivamente attaccato la manifestazione antifascista.
“A differenza delle forze dell’ordine, che hanno permesso prima un’aggressione armata neonazista e poi hanno attaccato la manifestazione antifascista”, si legge nella nota diffusa dagli attivisti.
Il gruppo esprime quindi solidarietà “allx antifascistx ferite e a chi ha resistito alla violenza di strada neofascista e poliziesca”, estendendo il sostegno anche “a chi è rimasto ferito dai neonazisti a margine dell’aggressione, colpevole di contestare la loro presenza o banalmente di attraversare lo spazio pubblico”.
Nel documento viene inoltre contestata la narrazione pubblica delle ore successive ai fatti.
Secondo i promotori del presidio, “responsabili politici ed alcuni giornali stanno cercando di distorcere la realtà, tramutando un’azione squadrista armata di tirapugni, spranghe, caschi e cinghie per uno scontro tra opposti estremismi”.
Una ricostruzione che il collettivo rifiuta “totalmente”, parlando di “indegna operazione”.
Gli organizzatori invitano inoltre chiunque sia in possesso di materiale video o audio relativo agli scontri a inviarlo tramite mail ai referenti del movimento, con l’obiettivo di raccogliere documentazione utile sui fatti accaduti.
Il comunicato si chiude con lo slogan storico antifascista “Smrt Fašizmu” e con il rilancio dei canali di comunicazione del collettivo “Contro Vecchi e Nuovi Fascismi TRST/Trieste”.
La giornata di ieri continua intanto a far discutere anche sul piano politico e cittadino, alimentando un acceso confronto tra versioni contrapposte degli eventi avvenuti attorno alla commemorazione in via Paduina.
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