Trieste, clima e isole di calore, Barbo (PD): «Basta fare 4 passi in piazza assolata per capire il problema»

Il caldo anomalo registrato a Trieste anche nei primi giorni di settembre, le risorse destinate agli interventi di lungo periodo, il verde urbano e la necessità di affrontare le isole di calore diventano terreno di un nuovo scontro politico. A intervenire è Giovanni Barbo, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio comunale di Trieste, che chiede un cambio di passo nelle politiche cittadine e regionali sul clima.
Per Barbo, la discussione estiva sui cosiddetti “alberi in scatola” non dovrebbe distogliere l'attenzione da una questione che considera ben più ampia e strutturale.
«La polemica estiva sugli “alberi in scatola” rischia di far passare in secondo piano quanto siano fondamentali degli impegni seri sul fronte di una situazione climatica che non è più emergenza, ma realtà», dichiara il capogruppo dem.
«A settembre ancora 34-35 gradi»
Barbo parte dalle temperature registrate in città per sostenere la necessità di interventi programmati sul lungo periodo.
«È il 9 settembre e fino a un paio di giorni fa c'erano 34/35 gradi a Trieste, come è accaduto anche a giugno, e a fronte di ciò continuano a non essere stanziate risorse adeguate ad affrontare il tema a lungo termine».
Secondo l'esponente del Partito Democratico, dunque, non sarebbe più sufficiente affrontare il caldo come una situazione occasionale o straordinaria. Il punto politico posto da Barbo riguarda la capacità di programmare investimenti e strategie capaci di incidere nel tempo.
L’attacco ai «negazionismi sul clima»
Il capogruppo del PD rivolge quindi una critica diretta ad alcuni esponenti delle amministrazioni cittadina e regionale, contestando gli atteggiamenti di chi, a suo giudizio, ridimensionerebbe la portata del cambiamento climatico.
«Preoccupano, in questo senso, gli atteggiamenti di quanti, fra quelli al governo della città e della Regione, continuano a negare il cambiamento climatico o a sminuire l’incidenza che hanno i comportamenti dell’uomo e i possibili interventi di mitigazione».
Barbo riconosce che una questione di questa portata non possa trovare soluzione esclusivamente attraverso politiche comunali, ma ritiene necessario partire anche dal territorio.
«Certo, non è una cosa che si risolve intervenendo solo a livello locale, ma va affrontata con un deciso cambio di atteggiamento».
Lo scontro sui dati del verde a Trieste
Uno dei passaggi più duri dell'intervento riguarda il verde urbano e, in particolare, il dato relativo ai metri quadrati di verde disponibili per ogni abitante.
Secondo Barbo, utilizzare questo indicatore per descrivere positivamente la situazione di Trieste rischierebbe di offrire una rappresentazione non corrispondente alle condizioni effettivamente percepite nelle aree maggiormente urbanizzate.
«Ricordo come, quando si è provato ad affrontare il tema delle isole di calore, la risposta piccata da parte del centrodestra sia stata la citazione di un dato statistico che colloca Trieste in buona posizione quanto a metri quadrati di verde per abitante, omettendo di riconoscere che questo dato è completamente sballato dalla presenza del Carso», afferma.
Il ragionamento del capogruppo dem è che la presenza dell'altipiano inciderebbe significativamente sulla statistica complessiva, senza però risolvere il problema dell'ombra e del verde nelle zone più densamente urbanizzate.
«Basta fare quattro passi in centro»
Barbo utilizza quindi un esempio molto concreto per spiegare la propria posizione.
«Basta fare quattro passi in centro e poi spostarsi sull’altipiano per rendersi conto della differenza, basta fare quattro passi dove l’ombra degli alberi resiste per tutto il giorno e poi in una piazza assolata».
E aggiunge: «Non è ingegneria nucleare, e neanche una tesi della sinistra pessimista: è semplice buon senso».
Una posizione che riporta al centro della discussione il ruolo degli alberi, delle zone d'ombra e della progettazione degli spazi pubblici nel contrastare gli effetti delle temperature elevate nelle aree maggiormente costruite della città.
«Risorse ampiamente insufficienti»
La questione, secondo Barbo, non riguarda soltanto il dibattito politico, ma anche le scelte economiche contenute nei bilanci pubblici.
«Il fatto che concetti come questi vengano ripetutamente contestati, che nei bilanci che andiamo a votare di anno in anno vi siano risorse ampiamente insufficienti per affrontare questo problema non può non preoccupare noi e soprattutto le generazioni dopo la nostra», conclude.
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