"Trieste città creativa Unesco per la Letteratura, Bandelli accampa meriti che non ha"
Pubblichiamo da Silvano Brajnik
Il comunicato stampa di Franco Bandelli del Movimento Futura, relativo alla decisione del Sindaco Dipiazza di ritentare la strada della candidatura di Trieste quale città creativa UNESCO per la letteratura, ci fa capire che in politica stravolgere le cose è uno sport molto diffuso.
Mi spiego. Esco allo scoperto. Io sono la persona che materialmente ha preparato, questo sì in tempi non sospetti, la mozione che poi, attraverso i consiglieri comunali Giacomelli e Porro è stata portata alla votazione in Consiglio Comunale. Giacomelli e Porro, quindi, da un punto di vista strettamente politico, hanno la paternità dell’idea.
Ma non solo, sono ancora io che, per gentile concessione della Presidente Manuela Declich, chi ha illustrato alla V Commissione del Consiglio, il significato e i perché della mozione stessa nonchè le possibili portate che il riconoscimento di Città Letteraria Unesco avrebbe generato per la città.
Poi il Consiglio Comunale ha approvato tale mozione e la Giunta ha affidato all’assessore Serena Tonel il prosieguo dell’iter di candidatura.
In tutti questi passaggi Bandelli non c’era proprio e il suo movimento politico doveva ancora essere creato!
Se ora il Sindaco ha deciso di riprovare con la candidatura, la cosa mi fa molto piacere e non posso non sottolineare che ciò rientra nelle sue prerogative di primo cittadino. Conoscendolo, sono certo che non aveva certo bisogno di alcuna conferenza stampa di Bandelli, per andare avanti.
In altre parole, Bandelli non può proprio appuntarsi sulla candidatura Unesco, alcun merito. Perché, è il caso di dirlo, che lui non ha partecipato in alcun modo a tutto l’iter che i proponenti (Giacomelli e Porro), il Consiglio Comunale tutto, la Giunta, l’Assessore Tonel ed il Sindaco hanno invece condiviso e seguito.
A Cesare quello che è di Cesare, a Bandelli quello che è di Bandelli che nella vicenda non ha avuto proprio alcuna parte.
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