Studenti in piazza della Borsa contro il Decreto Sicurezza: “È un attacco alla libertà”

La Rete degli Studenti Medi e l’Unione degli Universitari di Trieste sono scesi oggi in piazza, 11 aprile, per manifestare contro il Decreto Legge Sicurezza, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 aprile. Il presidio si è tenuto nel pomeriggio in Piazza della Borsa, cuore simbolico delle mobilitazioni giovanili triestine.
Il decreto, giudicato fortemente repressivo dalle organizzazioni studentesche, ricalca nella sostanza il disegno di legge 1660, già fortemente contestato nei mesi precedenti. Secondo i promotori della protesta, il Governo ha scelto la via dell’urgenza, bypassando il dibattito parlamentare con un provvedimento che introduce nuovi reati e pene più severe, con la motivazione della sicurezza pubblica.
“Un attacco alla libertà di manifestare”
“Questo decreto liberticida va contro alle idee fondanti della nostra Repubblica – ha dichiarato la Rete degli Studenti Medi –. L’articolo 21 della Costituzione garantisce a ciascuno il diritto di esprimere il proprio pensiero e dissentire liberamente. Il governo Meloni sta progressivamente togliendo ai cittadini la libertà di opporsi, inasprendo le pene, limitando la libertà personale e rafforzando le misure preventive contro chi esprime posizioni politiche. Riteniamo questo decreto inaccettabile, e per questo continueremo a scendere in piazza contro un governo autoritario e retrogrado.”
“Uso improprio dei decreti legge”
A rafforzare la posizione degli studenti anche le parole di Sara Merlin, dell’Unione degli Universitari di Trieste: “Oltre al contenuto del decreto, che sembra più volto a disincentivare il dissenso che a garantire la sicurezza, ci preoccupa profondamente il metodo. Il Governo ricorre a decreti legge anche quando mancano i presupposti di necessità e urgenza, aggirando la discussione parlamentare. Questo è un pericoloso precedente che indebolisce la democrazia.”
Un presidio molto partecipato
Alla manifestazione hanno aderito numerose realtà associative, sindacali e politiche del territorio: CGIL, SPI, ANPI, ARCI, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Adesso Trieste, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano, Insieme Liberi, Comitato in difesa della Costituzione, Comitato Danilo Dolci, Associazione Culturale Tina Modotti, Circolo Arcigay e Circolo Arci Zeno.
Il presidio di oggi si inserisce all’interno di un più ampio movimento di protesta che sta coinvolgendo numerose città italiane, con gli studenti e le organizzazioni civiche in prima linea per difendere i diritti costituzionali e la libertà di manifestare.
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