"Terrorizzata perché stiamo ignorando la crisi climatica", oggi presidio in piazza Cavana
Riceviamo e pubblichiamo da Extinction Rebellion Friuli Venezia Giulia
Premessa: il presente comunicato vuole essere un invito a presenziare all’evento descritto in modo tale da poter raccogliere materiale fotografico e testimonianze dirette per la pubblicazione. In caso d’impossibilità ad intervenire ma interesse a divulgare l’iniziativa, vi chiediamo gentilmente di contattarci a questo indirizzo mail o a visionare le nostre pagine social (“Extinction Rebellion Friuli Venezia Giulia” su Facebook, Twitter, Telegram) per raccogliere foto e video da allegare al testo.
Sabato 12 giugno 2021 alle ore 17.00, un’attivista di Extinction Rebellion Friuli Venezia Giulia si siederà nel centro di Trieste in piazza Cavana per un’azione nonviolenta e silenziosa fatta di cartelli e lettere. Il suo messaggio per la comunità: “Sono terrorizzata perché stiamo ignorando la crisi climatica ed ecologica.
Sem zelo prestrašena, ker ne upoštevamo klimatske in ekološke krize.” L’attivista ha preparato una lettera che consegnerà ai cittadini, di cui riportiamo un estratto: “Sono sicura che anche tu senti il mio terrore. Forse quando fa capolino cerchi di non pensarci ed evitare notizie che riguardano il cambiamento climatico, ma basta niente per svegliarlo. Ti prego, cerca di non soffocarlo. Quel terrore è saggio, è una guida, è l'istinto di autoconservazione della specie umana che grida per farsi sentire, l'evoluzione che vuole continuare ad evolversi.
E' la nostra unica salvezza.” Compirà questo gesto simbolico perché è profondamente consapevole della gravità della crisi climatica ed ecologica che si sta facendo sempre più preoccupante senza che nessun governo stia prendendo le misure necessarie per affrontarla. A partire dal 1° giugno, la "Ribellione del G7" di Extinction Rebellion ha preso il via con una serie di azioni in molti paesi e città, che culmineranno con 3 giorni di proteste in Cornovaglia dove si terrà il vertice del G7 (11-13 giugno). La Rebellion of One è una nuova forma di protesta in cui un singolo cittadino si siede in mezzo alla strada e ha già avuto luogo in tantissime altre città al mondo [Rebellion of One, Extinction Rebellion; Video di lancio dell’azione globale].
Persone sedute da sole in mezzo al traffico o in luoghi pubblici come piazze e mercati reggono cartelli che esprimono le loro paure per le guerre, la fame e le catastrofi che l’umanità sta già affrontando e sarà costretta a fronteggiare sempre di più a causa della crisi climatica e del collasso degli ecosistemi. Il focus dell’azione si concentra sul fallimento delle nazioni del G7 nel rispettare gli impegni climatici globali che hanno preso a Parigi nel 2015, e per sollecitare i leader riuniti a Carbis Bay (Inghilterra) ad agire immediatamente per affrontare l'emergenza climatica ed ecologica in corso. Dall’inizio della pandemia, nonostante gli impegni presi, i governi del G7 hanno dirottato oltre 189 miliardi di dollari di fondi pubblici nel sostegno di carbone, petrolio e gas, mentre l’energia pulita ha ricevuto solo 147 miliardi di dollari [Report Tearfund].
Inoltre, nella maggior parte dei casi il denaro fornito alle industrie è stato concesso senza condizioni che vincolino le aziende a ridurre le proprie emissioni climalteranti. Sulla base delle politiche attuali, le temperature globali rischiano di aumentare di 2,6 °C entro il 2050. In questo scenario, i paesi del G7 perderebbero circa l'8,5% del PIL all'anno, l’equivalente di quasi due pandemie da Covid-19 ogni sei mesi [Report Oxfam & Swiss Re Institute]. Ogni giorno, l’umanità intera è testimone del peggioramento delle conseguenze della crisi climatica ed ecologica in tutto il mondo: i raccolti agricoli vanno perduti, inondazioni e incendi inghiottono città e villaggi, le persone affrontano un futuro sempre più incerto.
Le nazioni del G7 sono tra le più inquinanti del mondo: rappresentano un decimo della popolazione mondiale ma sono responsabili di quasi un quarto delle emissioni di CO2. Le scelte che verranno discusse in questi giorni dai paesi del G7 saranno cruciali nel garantire una transizione verso un futuro sicuro per tutte le popolazioni del pianeta.
Se questo non avverrà, tutti gli sforzi fatti finora saranno stati nulli e ci troveremo ad affrontare un catastrofico aumento della temperatura globale che metterà a rischio milioni di vite, l'economia mondiale e il mondo intero. Intervenire drasticamente sulle emissioni climalteranti è la mossa più coerente per ottenere la sicurezza mondiale. Con amore e con rabbia, Extinction Rebellion chiede una vera transizione ecologica, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini e delle cittadine, dell'amministrazione comunale e regionale.
Articoli correlati
PoliticaTrieste, imbrattata la targa di Grilz, FdI: «Comune procederà con la pulizia, chiederemo denuncia»
Fratelli d’Italia Trieste interviene con una dura presa di posizione dopo l'imbrattamento della targa dedicata ad Almerigo Grilz, annunciando di aver già preso contatti con il Comune di Trieste affinché si proceda alla pulizia e anticipando
PoliticaAzione: «Non dobbiamo diventare Venice, dobbiamo puntare molto di più a essere Trieste»
Trieste deve costruire il proprio futuro turistico partendo dalla propria identità, senza trasformarsi in una sorta di estensione di Venezia e soprattutto senza trascurare le esigenze di chi vive quotidianamente la città. È la riflessione l
PoliticaTrieste, danneggiata la targa dedicata ad Almerigo Grilz, Lippi: «Azione scellerata e insensata»
Angelo Lippi, del comitato costituente Futuro Nazionale Trieste 23, interviene sul danneggiamento della targa della via dedicata ad Almerigo Grilz , esprimendo una netta condanna per quanto accaduto e definendo il gesto un'azione «scellerat
PoliticaTrieste, crisi Startech, UGL alza la voce: «Basta imprenditori fantomatici, servono soluzioni immediate»
La crisi della Startech di Trieste preoccupa UGL, che chiede un intervento urgente per tutelare i lavoratori e garantire continuità occupazionale e di reddito. A intervenire è Felice Sorrentino, coordinatore provinciale UGL Trieste, che nel

