“Recintare Piazza Libertà è il fallimento della politica sulla sicurezza”: affondo di Punto Franco

Nuovo durissimo attacco politico contro il progetto della recinzione di Piazza Libertà a Trieste, destinato a costare oltre 1,2 milioni di euro.
A intervenire questa volta sono Paolo Altin e Martina Machnich della Lista Russo Punto Franco, che parlano apertamente di “ennesimo fallimento” delle politiche sulla sicurezza adottate dal centrodestra cittadino.
Il tema approderà nelle prossime settimane in Consiglio comunale e nelle Circoscrizioni attraverso la variazione di bilancio necessaria a finanziare l’opera, ma la discussione politica è già esplosa.
Secondo Martina Machnich, consigliera della IV Circoscrizione, il problema principale riguarda proprio l’efficacia reale della misura proposta.
“Recintare Piazza della Libertà non può essere considerata una strategia strutturale per la sicurezza urbana”, afferma.
Machnich sottolinea inoltre come le Circoscrizioni abbiano sollevato il tema già nelle scorse settimane attraverso un’interrogazione presentata a metà aprile.
Per Paolo Altin, capogruppo della Lista Russo Punto Franco in Consiglio comunale, la chiusura di uno spazio pubblico rischierebbe soltanto di trasferire il problema altrove.
“Chiudere uno spazio pubblico non elimina il problema, ma rischia semplicemente di spostarlo”, dichiara.
Secondo Altin, la situazione dell’area della stazione non sarebbe episodica né temporanea, ma il risultato di problematiche stratificate che richiedono interventi complessi e continuativi.
“Servono interventi sul piano sociale, sanitario, urbanistico e della sicurezza”, sottolinea.
Nel suo intervento il consigliere lancia anche una provocazione destinata a far discutere.
“A questo punto dovremmo pensare di recintare ogni piazza che presenta criticità: Piazza Goldoni, Piazza Perugino, Piazza Venezia, persino Viale XX Settembre”, afferma.
Per Altin, però, sarebbe evidente che questa non possa rappresentare “una strategia urbana”.
La Lista Russo Punto Franco critica inoltre l’approccio adottato negli ultimi anni dal centrodestra sul tema sicurezza.
“Negli ultimi anni il centrodestra ha risposto quasi esclusivamente con strumenti repressivi”, sostiene Altin, citando armamento della Polizia Locale, Daspo urbano e zone rosse.
“Eppure il problema non appare risolto”, aggiunge.
Machnich punta invece l’attenzione sul progressivo ridimensionamento dei servizi e dei presìdi di prossimità.
“Una parte crescente del peso dell’emergenza è ricaduta sulle associazioni, sul volontariato e sui residenti”, dichiara.
Secondo la consigliera, la sicurezza dovrebbe essere costruita non solo attraverso controlli e repressione, ma anche con servizi, presenza sociale, cura degli spazi pubblici e coordinamento tra istituzioni.
Nel finale della nota, Lista Russo Punto Franco sostiene che Trieste abbia bisogno di “una strategia seria, inclusiva e lungimirante” e non di “interventi simbolici” che rischierebbero soltanto di limitare la fruizione degli spazi pubblici senza incidere realmente sulle cause profonde del disagio.
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