Giovedì 3 giugno alle ore 11.30 davanti all'ingresso del Porto Vecchio in Largo Santos a Trieste, il Movimento Futura ha tenuto una conferenza stampa dal titolo "Toponomastica cittadina e personaggi illustri". Sono iIntervenuti il candidato sindaco del Movimento, Franco Bandelli, il consigliere comunale Roberto de Gioia, il coordinatore provinciale, Michele Sacellini e l'esponente Rina Anna Rusconi.
Nel corso della conferenza stampa, introdotta dal oordinatore provinciale, Michele Sacellini, il consigliere comunale del Movimento, Roberto de Gioia, ha annunciato la presentazione di una mozione per intitolare una via, suggerendo l'attuale Largo Santos o il viale principale all'interno del Porto Vecchio per cui così tanto si era battuto, a Primo Rovis, illustre concittadino che ha contribuito alla crescita economica e sociale della città attraverso il suo ruolo di importatore di caffè - una delle peculiarità del Porto di Trieste - e legando il proprio nome a iniziative benefiche come la Sala Primo Rovis al Politeama Rossetti, gli Amici del Cuore, l'Associazione Donatori di sangue e altre forme di mecenatismo. Ci sembra doversoso riconioscere il suo merito attraverso l'intitolazioone di una piazza o una via, siamo sicuri che nulla osterà da parte dell'Amministrazione comunale, ma ci chiediamo anche come mai nessuno ci avesse pensato prima e ci volesse un'iniziativa di Futura per ricordare degnamente
“C’è a Trieste una via dove mi specchio …” scrive Umberto Saba ne “Le tre vie”: una poesia, preciso affresco di luoghi e affetti cari al poeta, in cui Saba mette in evidenza la carta geografica e storica dei sentimenti di una città e dei suoi abitanti, ovverosia quel vissuto quotidiano che nei secoli ha caratterizzato indiscutibilmente Trieste. Attraverso il significato dei toponimi triestini - ha rilevato la guida turistica Rina Anna Rusconi - possiamo ricostruirne l’aspetto a partire dalla Tergeste romana, cresciuta nel tempo tra mare e colline e possiamo fotografare un luogo in singole fotografie di varie epoche storiche. Ecco perché il Movimento Futura - prosegue l'esponente Rina Anna Rusconi - ritiene che ci voglia particolare attenzione ai nomi ancora da destinare a vie e piazze della città, tanta quanta si dovrebbe riservare alla continuazione di un lavoro, svolto solo in parte, che ha riportato gli antichi toponimi in bella vista su targhe “diverse”, che ci ricordano la nostra storia. Riportare alla luce gli antichi nomi delle strade è una consuetudine ormai consolidata un po’ dovunque nelle città più o meno grandi, quindi riteniamo che anche Trieste meriti questa attenzione e che l’opera venga completata nell’ambito di un progetto di arredo urbano che ovviamente ha evidenti ricadute anche da un punto di vista culturale e turistico.
"Gli antichi toponimi triestini sono molto interessanti: ci sono - osserva ancora la guida turistica - molti studi e libri che ce lo raccontano. E' quindi un lavoro che non prevede ricerche interminabili, ma necessita solo di un semplice atto concreto che sveli, dalla nebbia dei secoli, fatti, personaggi o nomi curiosi, accanto ad un riordino non invasivo delle indicazioni di carattere turistico, per ora incomplete, e non sempre rispettose da un punto di vista estetico del paesaggio urbano".
"Futura ricorda inoltre una mancanza a nostro avviso imperdonabile che riguarda Primo Rovis e il fatto che ancora a Trieste non si sia pensato di intitolare un luogo in sua memoria".
"Nato in un piccolo paesino dell’Istria centrale - ha ricordato con commozione il candidato sindaco del Movimento Futura, Franco Bandelli - Rovis arrivò giovanissimo a Trieste e in breve tempo mise a frutto la sua capacità imprenditoriale aprendo l’azienda Cremcaffè che diventò un “marchio” di successo, portando il nome di Trieste in tutto il mondo. Protagonista per decenni della vita della città e innamorato convintamente di Trieste, Rovis si rivelò ben presto anche un grande filantropo, aiutando tante persone in difficoltà che si rivolgevamo direttamente a lui, ma soprattutto la città di Trieste con delle ingenti donazioni. Convinto autonomista, ma non ha mai pensato a creare divisioni all'interno della regione, ma solo al bene di Trieste, auspicandone una svolta di autonomia rispetto a Udine".
"Tra i tanti gesti di mecenatismo - ha aggiunto BAndelli - ne ricordiamo uno che non può essere trascurato: il finanziamento per l’apertura del reparto di Cardiochirurgia dell’Ospedale Maggiore di Trieste. Ma la figura di Rovis spicca soprattutto per essere stato uno dei protagonisti del “mondo” del caffè triestino, e il Porto Vecchio ne è stato un simbolo. Ecco perché intitolare il largo che costituisce la “porta” d'ingresso o una via del Porto Vecchio a Primo Rovis - ha concluso Bandelli - sarebbe un gesto opportuno e più che mai appropriato per Trieste, che diventa così un riflesso, in continua evoluzione, della vita e delle opere di alcuni tra i suoi più apprezzabili cittadini".
"Chiediamo quindi con forza - ha concluso Bandelli - che la città si ricordi di lui come lui si è sempre ricordato della "sua" Trieste e dei suoi amati concittadini".
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