Piazza Libertà, Paglia e Bressan (Pd): “La destra alimenta propaganda sulla pelle delle persone fragili”
"Le criticità presenti in Piazza Libertà esistono e nessuno le nega. Anzi, proprio perché esistono da anni, è necessario avere il coraggio di dire la verità ai cittadini." Lo dichiara Maria Luisa Paglia, commentando l’interrogazione presentata dalla maggioranza di centrodestra in merito alle attività di assistenza svolte da associazioni e volontari nell’area di Piazza Libertà. "L'interrogazione presentata dai gruppi di maggioranza fotografa una realtà che tutti conoscono: associazioni e volontari distribuiscono pasti, bevande e beni di prima necessità a persone in transito perché manca una risposta strutturata delle istituzioni. Ma la domanda politica è inevitabile: chi governa questa città da anni dov'era mentre tutto questo accadeva?" Nella stessa interrogazione si riconosce implicitamente che le associazioni suppliscono a una "carenza strutturale di accoglienza e di risposte istituzionali". È esattamente ciò che opposizioni, volontariato e società civile denunciano da anni. Sulla vicenda interviene anche Luca Bressan, capogruppo in IV circoscrizione, dove è stata presentata l'interrogazione: "Se oggi esiste una situazione complessa in Piazza Libertà non è perché qualcuno distribuisce un pasto caldo a chi ne ha bisogno. È perché le istituzioni hanno scelto di non costruire una risposta organizzata, lasciando che il problema crescesse fino a diventare un’emergenza permanente.
Non si può prima lasciare un vuoto istituzionale e poi prendersela con chi, grazie al volontariato, evita che quel vuoto produca situazioni ancora più gravi. È un atteggiamento che non risolve nulla e che serve solo a spostare l’attenzione dalle responsabilità politiche. Il punto vero è che il centrodestra governa a tutti i livelli e, nonostante questo, non ha costruito una gestione pubblica, coordinata e adeguata di un fenomeno che conosce da anni. Continuare a puntare il dito contro chi interviene in emergenza significa ammettere, nei fatti, di non essere stati in grado di governare il problema. E allora si preferisce cercare un capro espiatorio, invece di assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte, o, più spesso, delle proprie mancate scelte."
Da anni il Partito Democratico propone una soluzione concreta: utilizzare l'ex mercato di via Gioia, immobile comunale oggi inutilizzato, come centro a bassa soglia e alta rotazione, dove concentrare servizi essenziali, distribuzione dei pasti, assistenza sanitaria di base, orientamento e presidio sociale. Un luogo dignitoso, controllato e organizzato, capace di garantire sia i diritti delle persone sia il rispetto delle regole. Invece di investire in una soluzione strutturale, l'amministrazione sceglie oggi di destinare 1,2 milioni di euro di risorse pubbliche alla recinzione della piazza. È una scelta che rischia di affrontare gli effetti senza intervenire sulle cause. "Se davvero si ritiene che la distribuzione di pasti e l'assistenza debbano avvenire in luoghi idonei - continua Paglia - allora la domanda non dovrebbe essere rivolta alle associazioni che hanno cercato di colmare un vuoto istituzionale, ma a chi quel luogo non lo ha mai voluto realizzare pur avendone la possibilità. Per anni si è lasciato vuoto un immobile comunale che avrebbe potuto ospitare una risposta ordinata, controllata e rispettosa della dignità umana. Oggi si parla di recinzioni."
"Ma - aggiunge infine la segretaria - la domanda che i cittadini meritano di vedere risposta è molto semplice: recintando Piazza Libertà, le persone che oggi vivono in strada spariranno oppure si sposteranno semplicemente in un altro luogo della città?" Perché governare significa risolvere i problemi, non nasconderli dietro una recinzione.
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