Perquisizioni a Trieste, Digos nelle case di 10 persone: nel mirino le mobilitazioni pro Palestina

Mattinata di controlli e verifiche a Trieste, dove, secondo un comunicato diffuso da “Sulla Breccia”, agenti della Digos e della Questura avrebbero effettuato diverse perquisizioni nelle abitazioni di 10 persone.
Il testo parla esplicitamente di una “nuova operazione repressiva” e collega l’intervento alle mobilitazioni dello scorso ottobre, portate avanti in città “in solidarietà alla Palestina”.
Il riferimento al corteo spontaneo del 2 ottobre e al tentativo di blocco della stazione
Nel comunicato viene indicato come elemento centrale un corteo spontaneo avvenuto il 2 ottobre a Trieste, descritto come “autorganizzato” e caratterizzato dall’attraversamento di diverse strade cittadine.
Sempre secondo quanto riportato, in quell’occasione ci sarebbe stato anche un tentativo di blocco della stazione dei treni, legato allo slogan “bloccare tutto”.
I “fatti contestati” sarebbero quindi riconducibili a quella giornata di protesta e alle azioni svolte nel corso della mobilitazione.
Indagine su mandato delle pm e ipotesi di reati: nel testo citata anche la “manifestazione non autorizzata”
Il comunicato riferisce inoltre che l’indagine sarebbe stata avviata “su mandato delle PM Bacer” e che verrebbero ipotizzati diversi reati.
Nel testo compare anche un riferimento a contestazioni che includerebbero, per alcune persone coinvolte, persino la sola ipotesi di manifestazione non autorizzata.
Si tratta di elementi che, sempre secondo la nota, rientrerebbero nella cornice di un’azione giudiziaria e investigativa più ampia legata alle mobilitazioni autunnali.
La posizione degli attivisti: “lo Stato colpisce chi si è mosso contro il genocidio”
Nella parte più politica del comunicato, gli autori sostengono che quanto accaduto a Trieste rappresenterebbe una scelta precisa: “colpire” chi si è mobilitato per opporsi a quello che nel testo viene definito “genocidio palestinese”.
La nota afferma inoltre che lo “Stato italiano” sarebbe “coinvolto” attraverso sostegno diplomatico ed economico, citando esplicitamente anche le armi.
Viene quindi ribadita una linea di solidarietà verso le persone perquisite e un messaggio di sostegno alla causa palestinese, con l’annuncio che seguiranno ulteriori aggiornamenti.
Attesa per nuovi sviluppi: “seguiranno aggiornamenti”
Il comunicato termina infatti con una frase chiara: “seguiranno aggiornamenti”, lasciando intendere che la vicenda potrebbe essere ancora in evoluzione e che il movimento continuerà a monitorare la situazione.
In città, intanto, la notizia delle perquisizioni accende l’attenzione su un tema sensibile: il rapporto tra ordine pubblico, attività investigativa e mobilitazioni politiche, in un contesto che a Trieste negli ultimi mesi è tornato più volte al centro del dibattito.
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