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Dalla transizione ecologica al sociale: le priorità dei consiglieri sulla manovra di bilancio

redazione·
Dalla transizione ecologica al sociale: le priorità dei consiglieri sulla manovra di bilancio

Parte da un dato oggettivo, Marco PUTTO (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg), ma come lui tutti gli intervenuti alla ripresa della discussione generale sull'Assestamento 2026-28: le tante risorse su cui la manovra può contare. "Ma se l'avanzo è eccezionale - fa presente il consigliere - allora anche le scelte devono essere adeguate e devono andare oltre l'anno di bilancio per politiche stabili, sostenibili e strutturali. Basta con la logica del bando occasionale". Per lui, due le necessità emblematiche sulle quali ha presentato emendamenti: "Far proseguire la misura contributiva per gli impianti fotovoltaici e completare lo scorrimento della graduatoria per gli interventi di manutenzione straordinaria degli edifici".

Per Marko PISANI (Ssk) si tratta di "un Assestamento che è andato ben oltre quelli delle Regioni vicine, eppure dei settori restano in crisi, come il calo demografico e la fuga dei giovani e dei cosiddetti cervelli. Le altre Regioni intervengono, noi non abbastanza". Altri punti dolenti, la politica repressiva per gli immigrati al posto di misure a lungo termine per la loro integrazione e la salvaguardia del territorio dal dissesto idrogeologico. Si dovrebbero, poi, analizzare quegli interventi che non hanno dato gli effetti attesi per trovare le giuste soluzioni.

Giulia MASSOLINO (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) ha sostenuto che la discussione dovrebbe andare "a quale futuro si sta costruendo, con una crisi climatica che condiziona anche sicurezza, salute pubblica, economia, disuguaglianze sociali. Bisogna ridurre le emissioni il più e il prima possibile, e con le risorse di cui il Fvg dispone, la responsabilità è maggiore". La consigliera ha quindi puntato il dito alla transizione ecologica, "che non è un ostacolo all'economia ma la sua sopravvivenza, dove di fresco è rimasto solo l'inverno demografico".

Nicola CONFICONI (Pd) ha aggiunto temi quali "episodi di violenza nelle città, dove la repressione non basta, serve più prevenzione e mediazione sociale (psicologo sociale ed educatori di strada, come proposto dal Pd)". Inoltre, "le famiglie soffrono l'aumento dell'inflazione, bisogna intervenire con abbattimento delle rette delle case di riposo, investimenti nelle energie rinnovabili, gratuità del trasporto pubblico locale per gli studenti meno abbienti". E per la salute "serve ancora più attenzione a chi rinuncia alle cure e ai tempi delle liste di attesa".

Lancia in favore delle scelte giuntali quella di Diego BERNARDIS (Fedriga presidente), a detta del quale "la manovra dimostra che alle parole sono seguiti i fatti ed è resa possibile dalla solidità dei conti. Nel 2025, l'economia del Friuli Venezia Giulia è cresciuta dello 0,7%, più della media nazionale, sostenuta dall'aumento della spesa pubblica e dalla domanda estera". Il consigliere ha quindi parlato di "strategia organica per il futuro del Fvg", citando corpose poste per settori quali famiglia, impresa, servizi, cultura, sport, sicurezza. E ha poi elencato gli investimenti per Gorizia "che non si sono fermati a Go!2025, perché continuano per lo sviluppo del suo territorio".

Enrico BULLIAN (Casa civica) ha invece preferito evidenziare ciò che c'è grazie a segnalazioni sue e di consiglieri di Centrosinistra, piuttosto che ciò che manca (revisione della rete ospedaliera, riforma degli enti locali, legge sul fine vita, più posti negli asili nido, politiche di integrazione, Case di comunità nel Monfalconese). Bullian si è quindi soffermato sulla programmazione per opere di diaframmatura a Gradisca e Farra per rinforzare gli argini dell'Isonzo; un progetto sperimentale per i settori giovanili delle associazioni sportive; l'attivazione di corsi di istituti tecnologici superiori a Monfalcone e Gorizia, che ne erano sprovviste; un intervento in favore dei Comuni dell'Isontino per l'acquisto di immobili dei consorzi che si occupano di disabilità.

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