Paolo Altin propone una mozione per entrare nel Network dei Comuni Amici della Famiglia

Rendere Trieste una città realmente a misura di famiglia, non solo una meta turistica. È questo il cuore della mozione depositata in Consiglio comunale dal capogruppo Paolo Altin, che sollecita l’Amministrazione ad aderire formalmente al Network Nazionale dei Comuni Amici della Famiglia, un’iniziativa partita dalla Provincia autonoma di Trento e ormai replicata con successo in tutta Italia.
Nonostante la Regione Friuli Venezia Giulia abbia già aderito al Network con la Delibera n. 249 del 10 febbraio 2023, organizzando anche corsi di formazione per sensibilizzare i Comuni del territorio, Trieste risulta ancora fuori dalla rete, nonostante un precedente emendamento al DUP a firma dello stesso Altin fosse stato accolto oltre un anno fa.
Una città che non pensa alle famiglie
"Trieste deve essere in primis una città attrattiva e accogliente per le famiglie. I turisti vengono dopo", dichiara Altin. Il consigliere ha raccontato un episodio significativo accaduto proprio questa mattina: una coppia costretta a cambiare il pannolino della propria bambina su una panca di pietra davanti alla Camera di Commercio. “Un’immagine che fotografa la mancanza di servizi essenziali e la scarsa cultura dell’accoglienza per le famiglie”, commenta.
Altin ricorda anche come, in passato, si fosse parlato dell’introduzione di baby pit-stop – spazi attrezzati per il cambio dei neonati – grazie anche a finanziamenti regionali, ma a oggi “tutto è rimasto lettera morta”.
Un Family Plan per cambiare visione
La mozione chiede al Comune di avviare l’iter per l’adesione ufficiale al Network, che comporta la stesura di un vero e proprio Family Plan, ovvero un programma strategico che individui azioni concrete per migliorare la vivibilità urbana e il benessere delle famiglie residenti. Si tratta di misure che possono spaziare dal potenziamento dei servizi educativi e sociali alla creazione di spazi pubblici inclusivi, fino a incentivi per le attività commerciali family-friendly.
“Famiglie stabili, città che cresce”
Per Altin, il futuro di Trieste passa attraverso le famiglie che scelgono di restare, investire e crescere i propri figli nel territorio. “È bello vedere i turisti in città – sottolinea – ma ciò che permetterà a questa città di crescere davvero sono le famiglie. Sono loro che fanno comunità, che animano le scuole, i parchi, i quartieri. Senza una visione centrata su di loro, ogni strategia di sviluppo rischia di essere miope”.
La mozione, ora all’esame del Consiglio comunale, punta dunque a cambiare prospettiva: meno slogan e più impegno concreto per una Trieste che, oltre a essere affascinante per chi la visita, sia anche vivibile e sostenibile per chi la abita ogni giorno.
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