domenica 27 settembre 2026
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Politica

Caro bollette, medico triestina di famiglia: "Visite a domicilio in case fredde, terrore di usare riscaldamento"

Luca Marsi·

"ll caro bollette impatta  non solo sul portafogli, ma anche sulla salute dei più fragili.

Come medico di famiglia durante  le visite domiciliari  spesso  mi ritrovo in case fredde e umide  con persone terrorizzate ad alzare il riscaldamento . Parliamo non solo degli anziani afflitti da diverse patologie , ma anche di  famiglie con  bambini  che probabilmente quest’anno faranno fatica a gestire l’aumento dei costi del riscaldamento. 
E’ noto che la necessità di sopportare il freddo in casa non è solo una condizione spiacevole ma anche pericolosa per la salute , come medici di famiglia  visitiamo continuamente persone con malattie dell’apparato respiratorio recidivanti ( tossi, raffreddori, bronchiti , polmoniti…) La casa fredda rappresenta il  microclima ideale per la diffusione dei rinovirus e dei virus dell‘influenza, che rimangono vitali più a lungo . Inoltre osserviamo nei pazienti   maggiori  aggravamenti di malattie soprattutto  cardiovascolari, e circolatorie in generale , che portano a rischio di infarto, ictus, malanni vari e cadute.
Il sistema di termoregolazione poi si deteriora negli anziani e negli indeboliti che avvertono maggiormente freddo anche in casa, soprattutto agli arti e alle estremità, perché l’organismo concentra il calore nelle parti fondamentali del corpo, cioè cuore, cervello e polmoni. Spesso il fragile  può sentire freddo perché ha una pelle sottile con minor grasso corporeo, o perché si muove o mangia poco o ha una massa muscolare ridotta e un metabolismo rallentato con minore produzione di calore. Ma una sensazione di freddo continua dovuta a un tempo prolungato di esposizione a basse temperature in casa  può comportare un danno alla salute del singolo  ma anche  un danno sanitario per la comunità , con aumento dell’uso di farmaci, interventi sanitari e ricoveri prolungati o ripetuti , perché ritornare a casa significa esporsi alle stesse condizioni che hanno determinato la malattia . 
Siamo di fronte a una  “povertà energetica “  diffusa che mostra una comunità più vulnerabile nella salute .
Questa situazione nel silenzio  è diventata in  questi mesi invernali  una vera emergenza di sanità pubblica , poco esposta  rispetto al tema del sovraccarico dei Pronti Soccorsi ma di cui tutti gli operatori sociali e di salute che lavorano sul territorio ne sono tristemente  testimoni".
 
A riferirlo Tiziana Cimolino   Medico di Famiglia

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