M5S attacca: "Accorpamento scolastico, maxi-istituti fino a 3.000 studenti. FVG tra regioni più colpite"

Il decreto del ministro Valditara, che prevede l’accorpamento delle scuole e la creazione di maxi-istituti con una capacità fino a 3.000 studenti, è stato duramente criticato da Francesco Spanghero, referente Giovani del Gruppo territoriale di Trieste del Movimento 5 Stelle.
Un colpo basso all’istruzione pubblica
Nel suo comunicato, Spanghero sottolinea come questa misura rappresenti un colpo basso al cuore dell’istruzione pubblica, colpendo soprattutto le periferie e le aree svantaggiate dove la scuola è spesso l’unico baluardo contro l’abbandono scolastico e le disuguaglianze sociali.
“L’accorpamento trasformerà le nostre scuole in fabbriche di studenti, abbassando la qualità dell’istruzione con il solo obiettivo di fare cassa,” ha dichiarato Spanghero, puntando il dito contro una riforma che sembra avere come unica finalità il risparmio economico, sacrificando così l’equità e l’efficienza del sistema educativo.
Il caso Friuli Venezia Giulia
In Friuli Venezia Giulia, il decreto avrà un impatto particolarmente rilevante, con quattro accorpamenti previsti:
- Due nel goriziano;
- Uno nel pordenonese;
- Uno nell’udinese.
Questi interventi rischiano di penalizzare duramente le periferie, aggravando il problema dell’abbandono scolastico e rendendo ancora più difficile l’accesso all’istruzione per i giovani delle aree svantaggiate.
Gli incentivi alle Regioni: un trucco politico?
Spanghero ha inoltre evidenziato la natura ambigua degli incentivi promessi alle Regioni per adeguarsi rapidamente al decreto.
“Si tratta di un trucco politico che mette da parte una pianificazione seria, rischiando di affossare l’efficienza degli uffici scolastici,” ha dichiarato.
Le presidenze e le segreterie scolastiche, secondo il comunicato, saranno costrette a gestire un numero maggiore di studenti, docenti e personale ATA, aumentando il carico amministrativo e complicando ulteriormente la gestione quotidiana degli istituti.
Una riforma che non convince
Nel suo intervento, Spanghero ha ribadito che questa non è una riforma pensata per il bene della scuola, ma una misura che punta unicamente al risparmio:
“Questa non è una riforma per il bene della scuola: è un risparmio mascherato che calpesta l’equità e l’efficienza.”
Il comunicato denuncia la mancanza di visione a lungo termine e l’assenza di un piano che tenga conto delle specificità dei territori, delle necessità degli studenti e delle famiglie.
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