venerdì 14 agosto 2026
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Politica

"Il Consiglio Regionale ha censurato le esternazioni omofobie e razziste di Fabio Tuiach"

Luca Marsi·
Due mozioni diverse, lo stesso obiettivo: verificare la possibilità di rimuovere dall'incarico il consigliere comunale di Trieste, Fabio Tuiach, a causa dei suoi commenti pubblici di natura discriminatoria a proposito di un grave episodio di violenza, ed esprimere solidarietà alla vittima dell'aggressione avvenuta a febbraio a Rupingrande. L'iniziativa politica di Pd e Movimento Cinque Stelle ha incontrato oggi il favore di tutto il Consiglio regionale che ha approvato in modo compatto - a scrutinio segreto, come imponeva il riferimento esplicito a nome e cognome di una persona - i testi proposti.
 
La convergenza politica rischia però di non tradursi in atti concreti perché, come ha spiegato l'assessore Pierpaolo Roberti, in base a una prima ricognizione tecnica non risultano praticabili le sanzioni richieste nei confronti del rappresentante istituzionale triestino.
 
L'ampia discussione ha trovato comunque tutti d'accordo sulla necessità di dissociarsi in modo chiaro e netto da "esternazioni contrarie ai valori della Costituzione", come le ha definite Roberto Cosolini, primo firmatario della mozione Pd. Mentre Cristian Sergo, capogruppo e primo firmatario del testo M5S, ha osservato che "quando si viene eletti, si diventa rappresentanti di tutti i cittadini, non solo di chi ci ha votato".
 
Dure le parole di condanna pronunciate da Alessandro Basso (Fratelli d'Italia): "Voterò convintamente a favore della mozione. Dobbiamo essere credibili come classe politica: dentro le istituzioni non ci si può permettere di dire quel che si vuole". Concetti condivisi da Francesco Russo (Pd): "Ringrazio Basso: l'atto che stiamo compiendo va proprio nella direzione di ribadire la sacralità delle istituzioni". Mauro Capozzella (M5S) ha allargato il tiro sottolineando che "il compito dei partiti è anche quello di filtrare la classe politica" dopo che Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l'Autonomia, aveva osservato che "il consigliere di cui stiamo parlando era stato comunque inserito nelle liste elettorali, anche se si era già distinto per atteggiamenti di quel tipo, e su questo dobbiamo riflettere". Furio Honsell, nell'aggiungere la sua firma alle mozioni, a questo proposito si è rammaricato del fatto che "qualcuno pensi che l'odio paga. E a volte purtroppo davvero paga, visto che questo consigliere è stato eletto".
 
Antonio Lippolis (Lega) ha parlato di "affermazioni farneticanti" e di "manie di protagonismo" di Tuiach, precisando che non avrebbe partecipato al voto solo perché le mozioni riportano esplicitamente un nome e un cognome, mentre il collega di partito Danilo Slokar, nel ribadire la sua contrarietà all'omofobia e il voto a favore delle mozioni, ha ricordato che "l'aggressione avvenne perché la vittima cercava di dividere due litiganti ubriachi, e non per omofobia". Un distinguo di questo genere è arrivato anche dall'assessore Pierpaolo Roberti, nel suo intervento alla fine del dibattito. Dopo aver ribadito "che le mozioni sono scritte bene e, come già sanno i proponenti, la Giunta le condivide", Roberti si è rammaricato del fatto "che qualcuno cerchi di strumentalizzare parlando di aggressione di carattere omofobo, mentre nel testo correttamente non se ne parla". L'assessore si riferiva all'intervento di Roberto Cosolini, primo firmatario della mozione del Pd, che nella replica finale gli ha ribadito la sua convinzione: "La vittima dell'aggressione è nota per il suo impegno nella comunità Lgbt, e io credo che nell'accanimento su di lui possa esserci stata anche quella componente".
 
Roberti ha risposto in modo indiretto anche alle considerazioni di Moretuzzo sulla selezione del personale politico: "A ridosso della candidatura, c'erano persone di opposta fede politica che parlavano bene di Tuiach. E noi comunque abbiamo preso le distanze da lui da tempo: quella persona è stata allontanata dalla Lega nel 2017, e per molto meno". L'assessore ha infine riassunto la relazione già svolta dai suoi uffici sui possibili provvedimenti di sospensione, riportando alcuni esempi degli ultimi anni e sottolineando che non esistono in giurisprudenza casi di sanzioni di questo genere per reati di opinione. La conclusione è che appare molto difficile "sospendere un amministratore prima che ci sia una condanna da parte della magistratura".
 
"Il Consiglio Regionale ha approvato la mozione di cui ero primo firmatario e che ho illustrato sul caso Tuiach che:
-censura le esternazioni omofobie e razziste del consigliere
-esprime solidarietà alle persone colpite da  violenze e aggressioni omofobe 
-chiede al Presidente della Regione di valutare se esistano gli estremi per la rimozione di Tuiach dal Consiglio per “atti contrari alla Costituzione”
Se non altro è un’espressione chiara dal valore civile e politico".
 
Lo ha rilevato Roberto Cosolini. 

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