“Giù le mani dal soccorso pubblico”: l’allarme del CONAPO FVG contro l’ingerenza della Regione

È un grido d’allarme senza precedenti quello lanciato dal CONAPO, il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, che accusa apertamente la Regione Friuli Venezia Giulia di voler assumere il controllo operativo del soccorso tecnico urgente, di esclusiva competenza statale, sostituendosi di fatto al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Una deriva che – secondo il sindacato – non solo mette a rischio l’efficacia e l’efficienza degli interventi, ma aggrava sensibilmente la spesa pubblica a carico dei cittadini.
“In FVG c’è un soccorso parallelo che sostituisce i Vigili del Fuoco”
A denunciare la situazione sono Damjan Nacini, segretario regionale CONAPO FVG, e il vice segretario Cristian Busolini, che parlano di un sistema parallelo al soccorso pubblico: «In Friuli Venezia Giulia si opera sempre più spesso aggirando le competenze statali. Con il silenzio del Governo e del Ministero dell’Interno, la Regione promuove un modello di soccorso alternativo che utilizza risorse sanitarie e squadre volontarie in operazioni che spettano per legge ai Vigili del Fuoco».
Secondo i rappresentanti sindacali, le leggi regionali che regolamentano questi interventi sarebbero impugnabili alla Corte Costituzionale, ma continuano a essere applicate. «Così facendo – denunciano – si spreca denaro pubblico, si espongono i cittadini a rischi evitabili e si sottoutilizza un apparato professionale che esiste proprio per garantire sicurezza e tempestività».
Elisoccorso sanitario usato impropriamente: “Sprechi e pericoli”
Una delle principali accuse riguarda l’impiego dell’elisoccorso sanitario regionale in operazioni di soccorso tecnico, per cui esiste già una componente aerea specializzata: quella dei Vigili del Fuoco. «Ogni volta che si alza in volo un elicottero sanitario per un intervento tecnico urgente – spiegano Nacini e Busolini – si moltiplicano le spese e si lascia fermo a terra un elicottero statale già pagato dai contribuenti, attrezzato meglio e pronto a intervenire».
Un esempio eclatante è quanto accaduto di recente in Val Rosandra, dove un ragazzino di 13 anni, dopo un tuffo pericoloso da oltre 10 metri, è rimasto gravemente ferito. «In quella situazione – sottolineano – l’elicottero dei Vigili del Fuoco era già sul posto, ma non gli è stato consentito di intervenire. Invece si è atteso l’arrivo dell’elisoccorso regionale sanitario, giunto con ben due ore di ritardo perché impegnato altrove e costretto a rifornirsi».
Un episodio che, secondo il CONAPO, dimostra in modo lampante l’irrazionalità e la pericolosità di questo sistema parallelo, che rallenta i tempi di soccorso e mette a repentaglio vite umane.
“Appello a Meloni e Piantedosi: fermate lo sconfinamento della Regione”
Il CONAPO si appella direttamente al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al Sottosegretario di Stato Emanuele Prisco affinché «intervengano con urgenza per ripristinare il rispetto delle competenze statali, tutelare il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e garantire un soccorso pubblico efficace, efficiente e sicuro per tutti i cittadini».
Il sindacato ribadisce infine che il soccorso tecnico urgente non può essere gestito né da volontari né da enti sanitari, ma solo da professionisti dotati delle competenze, delle attrezzature e dei dispositivi di protezione richiesti per intervenire in sicurezza e con tempestività.
foto di repertorio
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