Fasiolo (Pd): "Il rapporto fiduciario con il medico di base va difeso, non trasformato in dipendenza"

"Il rapporto prezioso tra medico di
base e paziente, che da 45 anni garantisce una continuità basata
sulla fiducia, va promosso e difeso come una priorità per tutti i
cittadini del Fvg. La modifica, auspicata dall'assessore
Riccardi, del rapporto giuridico da libero professionale a
dipendente fa venir meno questo rapporto, in quanto il medico non
viene scelto, capita chi capita, e viene meno quindi il rapporto
continuativo e fiduciario medico-paziente".
Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale Laura Fasiolo
(Pd) commentando la risposta dell'assessore regionale alla
Salute, Riccardo Riccardi, all'interrogazione attraverso la quale
la consigliera chiedeva di salvaguardare il rapporto fiduciario
tra cittadino e medico di medicina generale da salvaguardare.
"Se le prestazioni erogate dall'Aggregazione funzionale
territoriale (Aft) potranno in modo organizzato dare risposte
puntuali e coordinate nella gestione delle patologie croniche, la
personalizzazione della cura che rappresenta il valore aggiunto
della medicina generale può ottimizzarsi solo grazie alla
conoscenza nel tempo dell'assistito: appropriatezza terapeutica,
personalizzazione della cura e aderenza della terapia -
sottolinea Fasiolo -. Questi i fattori determinanti che
rappresentano un corretto approccio terapeutico che solo chi
conosce nel tempo il paziente può con maggiore accuratezza
applicare".
"Il medico di medicina generale - continua la consigliera dem -
conosce la storia dei pazienti e, la dimensione 'tempo', è un
elemento rilevante nella presa in carico. Il tempo di cura è un
periodo che a volte dura anni e questo aspetto non può essere
espresso da professionisti che a turno prestano la loro opera,
come nel caso della dipendenza".
"Ciascuno di noi è stato curato fino a oggi dal proprio medico di
famiglia che conosce la storia di ciascuno di noi e dei nostri
cari. È l'espressione della sanità vicina ai cittadini, di quelle
risposte che generano fiducia e rassicurazione e che tutti
cercano. Modificarne lo status significherà mortificare la
dimensione della presa in carico, del rapporto fiduciario e della
dimensione tempo, aspetti che un rapporto di 'convenzione' come
l'attuale possono garantire alla medicina generale", conclude la
nota.
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