Discarica abusiva al Parco di San Giovanni
Sono tantissime le segnalazioni che continuiamo a ricevere su discariche abusive e deposito di materiali in tutto l'ambito provinciale, ci sono delle aree dove la situazione è cronica, come e per esempio quella di questi giorni al parco di San Giovanni , bene l'intervento del Nucleo Operativo della Capitaneria di Porto a Rabuiese e di certo anche l'attenzione del Comune di Trieste è alta, ma evidentemente non basta e spesso il fenomeno è collegato ad attività edilizia abusiva o comunque effettuata senza rispetto delle norme - così Giorgio Cecco coordinatore provinciale e referente per l'ambiente di ProgettoFvg.
Fermo restando la necessità di una generale semplificazione delle procedure anche per le imprese, non sono ammissibili comportamenti di questo tipo, che vanno monitorati e per gli atti di inciviltà ci siano le adeguate sanzioni, visto il rischio di danno ambientale e per la salute della popolazione - evidenzia Cecco - è importante quindi dare gli strumenti adatti da una parte agli enti locali e agli operatori di pubblica sicurezza e dall'altra ai cittadini ed al comparto economico interessato.
Entrando poi nello specifico, chiediamo maggior attenzione nell’area ex-opp di San Giovanni, un'area meta dei triestini durante il loro tempo libero – sottolinea Alice Tessarolo consigliera circoscrizionale - già a fine agosto avevamo portato alla luce un consistente abbandono di rifiuti di varia natura nei pressi del Teatro Basaglia, sempre all'interno del Parco. I cittadini ci segnalano che da qualche settimana continuano indisturbati gli scarichi di materiale (anche di tipo edile, polistirolo ecc.), tra la zona adiacente il Teatro stesso e nei pressi del roseto, una pratica che ricordiamo essere illecito amministrativo sanzionabile anche penalmente, se lo scarico è effettuato da un'impresa, oltre che essere una mancanza di rispetto per l'ambiente del nostro territorio e dei cittadini. E' evidente che lo scarico illecito di rifiuti sia diventata una costante nell'ex-opp, pratica che va interrotta quanto prima soprattutto grazie all'aiuto delle autorità competenti – conclude la Tessarolo.
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