“Confini colabrodo e città meno sicure”: duro attacco del SIULP FVG sui controlli

“Confini colabrodo”, agenti distolti dal lavoro ordinario e città sempre più in difficoltà sul fronte sicurezza. È un comunicato molto duro quello diffuso oggi, martedì 26 maggio 2026, dal SIULP Friuli Venezia Giulia attraverso la segretaria generale regionale Rachele Censabella.
Il titolo scelto dal sindacato di polizia è emblematico: “Senza logica né logistica”.
Nel mirino i numeri diffusi dal Viminale
Nel documento vengono contestati i dati diffusi dal Ministero dell’Interno sui controlli ai confini, tra arresti, persone identificate, veicoli controllati e stranieri irregolari rintracciati.
Il SIULP sottolinea come dietro ai numeri “urlati via social dal Viminale” vi siano però enormi costi economici e organizzativi sostenuti quotidianamente dalle forze dell’ordine.
“Che ne può sapere la gente di ciò che ci sta dietro a quei numeri?”, scrive il sindacato, chiedendosi quali siano stati concretamente i risultati ottenuti sul piano della sicurezza.
“Colleghi tolti dalle città”
Uno dei punti centrali del comunicato riguarda proprio l’impiego di personale ai confini.
Secondo il SIULP, molti operatori vengono distolti dai loro uffici e dai servizi ordinari per essere impiegati nei controlli frontalieri, con inevitabili ripercussioni sul lavoro quotidiano nelle Questure e negli uffici operativi.
Il sindacato parla apertamente di carenza di personale, aggravata dal fatto che “chi resta” si trova a dover sostenere carichi di lavoro sempre maggiori.
“Stranieri che passano comunque”
Nel comunicato viene inoltre sostenuto che, nonostante il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, gli ingressi irregolari continuino comunque.
“Gli stranieri passano comunque”, scrive il SIULP, facendo riferimento anche alla situazione delle quattro province friulane e alle richieste di asilo che quotidianamente arrivano agli uffici di polizia.
Le critiche sulle condizioni operative
Non mancano poi riferimenti alle condizioni in cui opererebbero gli agenti impiegati ai valichi e nelle attività di controllo.
Il sindacato parla di container scomodi, caldo, freddo, gas di scarico e illuminazione insufficiente, ricordando come più volte le sigle sindacali abbiano sollevato il problema.
La proposta: più uomini nelle città
Secondo il SIULP, le risorse economiche e il personale oggi utilizzati ai confini dovrebbero essere reinvestiti diversamente.
Nel comunicato si propone infatti di riportare più agenti nelle città per rafforzare sicurezza urbana, investigazioni, tecnologia e presenza sul territorio.
“Nulla ci dice, allo stato delle cose, che i nostri confini così siano più sicuri”, conclude il sindacato.
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