«Triplicato il numero dei migranti irregolari rintracciati»
«E’ quanto leggiamo sugli organi di stampa a margine del bilancio di fine anno comunicato dai vertici del Settore Polizia di Frontiera di Trieste e della IV Zona Polizia di Frontiera per il Triveneto. Dati incontrovertibili che confermano l’incremento della “Rotta Balcanica” che il SAP di Trieste aveva già denunciato nel corso dell’estate scorsa: ciò corrispondeva al vero. Da ciò, la necessità e richiesta di ottenere un maggior numero di uomini da disporre su questo territorio era ed è tutt’ora una priorità per poter contrastare un fenomeno in aumento».
Lo rileva in una nota Lorenzo Tamaro - Segretario Provinciale SAP.
«La Polizia di Frontiera Terrestre e Marittima di Trieste - continua la nota - seppur nelle loro caratteristiche differenti oggi hanno un denominatore comune, quello di un numero di operatori di Polizia al di sotto dell’organico previsto. Oggi la Polizia Marittima di Trieste conta 59 operatori a fronte degli 81 previsti, mentre la Polizia di Frontiera Terrestre solamente 100 rispetto ai 120 previsti, in un’epoca dove le attività portuali sono aumentate e si auspica aumenteranno ancora di più e sul fronte confine terrestre, come appunto certificato dal numero di rintracci, il fenomeno dell’immigrazione clandestina più che triplicato. Serve dunque un rinforzo strutturale, riportare gli organici perlomeno ad un numero pari a quello previsto per poter pensaredi fronteggiare le sfide future in maniera adeguata. Non si può pensare di poter svolgere bene le proprie funzioni con una mole di lavoro aumentata e un minore numero di operatori».
«Non di minor importanza - ancora - inoltre è una migliore dotazione di automezzi, oggi vecchi e spesso inadeguati per le strade ed il territorio da perlustrare. Anche gli uffici attualmente sono inidonei a poter accogliere gruppi piuttosto numerosi di persone che vengono rintracciati in posizione irregolare sul nostro territorio. Servono quindi locali in grado da poter garantire che le operazioni di identificazione e che le pratiche previste per legge vengano svolte in sicurezza da parte degli operatori di polizia e in modo dignitoso per le persone accolte».
«E’ evidente - conclude - che l’attuale struttura di Fernetti, non è in grado di poter più soddisfare queste esigenze. Chiediamo inoltre che in caso di rintracci di persone che hanno percorso un viaggio così lungo ed insidioso e che inevitabilmente versano in condizioni igienico-sanitarie spesso precarie, venga previsto del personale medico di supporto per accertare le condizioni di salute».
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