Sap «Costante ed esponenziale aumento delle aggressioni verso Forze dell'Ordine»
«Siamo di fronte all'ennesima tragedia che riguarda le forze dell’ordine, è il quinto collega caduto in servizio dall’inizio dell’anno, mentre molti altri sono rimasti feriti, tanti a seguito di aggressioni. Un costante ed esponenziale aumento, questo delle aggressioni, che ci preoccupa non poco. Tutto ciò non è più accettabile, vanno individuate norme che difendano coloro che difendono i cittadini ed operano per la loro sicurezza. L’altra notte si è spenta l’ennesima vita di un collega, un Carabiniere che aveva solo una colpa: aver scelto di indossare la divisa giusta probabilmente in uno Stato sbagliato».
Lo rileva in una nota Lorenzo Tamaro - Segretario Provinciale SAP
«Il SAP di Trieste - continua - esprime profondo cordoglio ai familiari del vice brigadiere ucciso e all’Arma dei Carabinieri. Temiamo che finito il momento mediatico, i familiari resteranno soli, consapevoli che il proprio caro è venuto a mancare non per una fatalità ma per l’inerzia di un sistema che lo ha mandato in servizio, abbandonato a sé stesso. Lo sappiamo, chi veste una divisa diviene automaticamente un potenziale bersaglio, una sagoma in balia degli eventi, ogni giorno, che per uno stipendio inadeguato deve far rispettare le leggi di uno Stato che spesso pretende che “si lavori la terra ma senza sporcarsi”».
«Anche nell'ambito cittadino - riferisca Tamaro - Il SAP è da anni che chiede negli incontri con l’Amministrazione maggiori strumenti, come ad esempio il volgarmente chiamato “spray al peperoncino”, per ogni operatore di polizia e non solo quelli delle “volanti”; malgrado quello utilizzato dalle forze di Polizia contenga una concentrazione di “capsicum” ai valori minimi, come da tradizione italica, per non “irritare troppo” il destinatario del trattamento. Oggi più che mai si sente la necessità di utilizzare il nuovo Taser che ancora non è arrivato e che i fatti accaduti dovrebbero, a nostro avviso, indurre ad accelerare i tempi di distribuzione».
«Lo chiediamo - riferisce - per poter operare in maggiore sicurezza e per la sicurezza di tutti! Siamo solo potenzialmente “armati” di una pistola di ordinanza con munizionamento militare, troppo “pesante” per essere estratta ed utilizzata, pena una sicura azione giudiziaria da affrontare da soli e tutelati da nessuno. Che dire poi quando si utilizza lo sfollagente, così chiamato per non irritare il “politicamente corretto” in occasioni come quello della manifestazioni che spesso di pacifico hanno proprio nulla. Il SAP da tempo sta chiedendo oltre che questi strumenti utili anche delle “garanzie funzionali” per evitare il coinvolgimento dei colleghi in estenuanti processi penali per “atto dovuto”, perché chi sta lavorando per conto dello Stato ed a sua difesa, non può e non deve essere in balia di un sistema che sembra garantire tutele più per i delinquenti che per chi sta al servizio della comunità e della brava gente».
«L’ultimo fatto di cronaca - conclude il Sap - che è costato la vita ad un uomo dello Stato, vittima del dovere, deve spronare l’Amministrazione affinché venga data anche a livello locale un segnale verso i suoi uomini, fornendo loro tutti gli strumenti utili per proteggerli, partendo da quello più semplice ovvero lo “spray al peperoncino” per arrivare ad una rapida fornitura del tanto atteso “taser” anche nella nostra città. Solo così sarà possibile dimostrare che si sta cercando veramente di evitare il più possibile nel futuro il ripetersi di simili tragedie».
«Il SAP di Trieste - continua - esprime profondo cordoglio ai familiari del vice brigadiere ucciso e all’Arma dei Carabinieri. Temiamo che finito il momento mediatico, i familiari resteranno soli, consapevoli che il proprio caro è venuto a mancare non per una fatalità ma per l’inerzia di un sistema che lo ha mandato in servizio, abbandonato a sé stesso. Lo sappiamo, chi veste una divisa diviene automaticamente un potenziale bersaglio, una sagoma in balia degli eventi, ogni giorno, che per uno stipendio inadeguato deve far rispettare le leggi di uno Stato che spesso pretende che “si lavori la terra ma senza sporcarsi”».
«Anche nell'ambito cittadino - riferisca Tamaro - Il SAP è da anni che chiede negli incontri con l’Amministrazione maggiori strumenti, come ad esempio il volgarmente chiamato “spray al peperoncino”, per ogni operatore di polizia e non solo quelli delle “volanti”; malgrado quello utilizzato dalle forze di Polizia contenga una concentrazione di “capsicum” ai valori minimi, come da tradizione italica, per non “irritare troppo” il destinatario del trattamento. Oggi più che mai si sente la necessità di utilizzare il nuovo Taser che ancora non è arrivato e che i fatti accaduti dovrebbero, a nostro avviso, indurre ad accelerare i tempi di distribuzione».
«Lo chiediamo - riferisce - per poter operare in maggiore sicurezza e per la sicurezza di tutti! Siamo solo potenzialmente “armati” di una pistola di ordinanza con munizionamento militare, troppo “pesante” per essere estratta ed utilizzata, pena una sicura azione giudiziaria da affrontare da soli e tutelati da nessuno. Che dire poi quando si utilizza lo sfollagente, così chiamato per non irritare il “politicamente corretto” in occasioni come quello della manifestazioni che spesso di pacifico hanno proprio nulla. Il SAP da tempo sta chiedendo oltre che questi strumenti utili anche delle “garanzie funzionali” per evitare il coinvolgimento dei colleghi in estenuanti processi penali per “atto dovuto”, perché chi sta lavorando per conto dello Stato ed a sua difesa, non può e non deve essere in balia di un sistema che sembra garantire tutele più per i delinquenti che per chi sta al servizio della comunità e della brava gente».
«L’ultimo fatto di cronaca - conclude il Sap - che è costato la vita ad un uomo dello Stato, vittima del dovere, deve spronare l’Amministrazione affinché venga data anche a livello locale un segnale verso i suoi uomini, fornendo loro tutti gli strumenti utili per proteggerli, partendo da quello più semplice ovvero lo “spray al peperoncino” per arrivare ad una rapida fornitura del tanto atteso “taser” anche nella nostra città. Solo così sarà possibile dimostrare che si sta cercando veramente di evitare il più possibile nel futuro il ripetersi di simili tragedie».
«Lo chiediamo - riferisce - per poter operare in maggiore sicurezza e per la sicurezza di tutti! Siamo solo potenzialmente “armati” di una pistola di ordinanza con munizionamento militare, troppo “pesante” per essere estratta ed utilizzata, pena una sicura azione giudiziaria da affrontare da soli e tutelati da nessuno. Che dire poi quando si utilizza lo sfollagente, così chiamato per non irritare il “politicamente corretto” in occasioni come quello della manifestazioni che spesso di pacifico hanno proprio nulla. Il SAP da tempo sta chiedendo oltre che questi strumenti utili anche delle “garanzie funzionali” per evitare il coinvolgimento dei colleghi in estenuanti processi penali per “atto dovuto”, perché chi sta lavorando per conto dello Stato ed a sua difesa, non può e non deve essere in balia di un sistema che sembra garantire tutele più per i delinquenti che per chi sta al servizio della comunità e della brava gente».
«L’ultimo fatto di cronaca - conclude il Sap - che è costato la vita ad un uomo dello Stato, vittima del dovere, deve spronare l’Amministrazione affinché venga data anche a livello locale un segnale verso i suoi uomini, fornendo loro tutti gli strumenti utili per proteggerli, partendo da quello più semplice ovvero lo “spray al peperoncino” per arrivare ad una rapida fornitura del tanto atteso “taser” anche nella nostra città. Solo così sarà possibile dimostrare che si sta cercando veramente di evitare il più possibile nel futuro il ripetersi di simili tragedie».
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