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Quasi la metà dei rifiuti finisce nell’indifferenziato

Luca Marsi·

Quasi la metà dei rifiuti finisce nell’indifferenziato Nei territori serviti da AcegasApsAmga in Friuli-Venezia Giulia e Veneto, il 48% dei rifiuti non viene differenziato correttamente. Ad esempio, il 56% della plastica come anche il 47% della carta vengono erroneamente conferiti nel secco dai cittadini. E ancora il 40% del vetro e il 48% dell’organico finiscono nell’indifferenziato. Infine, nel 2018 ogni cittadino nei territori serviti da AcegasApsAmga, ha prodotto in media ben 237 kg di rifiuti, senza considerare i rifiuti indifferenziati.

Questi sono alcuni dei dati che emergono dal report Sulle tracce dei rifiuti, disponibile sul sito web della multiutility, unico in Italia e certificato dall’ente internazionale indipendente DNV-GL. Il report, giunto quest’anno nel nord-est alla sua sesta edizione (la decima per il Gruppo Hera) rendiconta la tracciabilità della filiera del riciclo: dalla raccolta differenziata alle imprese di selezione, stoccaggio e prima lavorazione, fino agli impianti di destinazione finale.

Nel territorio di Trieste la percentuale di raccolta differenziata avviata a recupero si attesta al 96,8%. Un dato dunque positivo, abbinato al tasso di riciclo che per i territori serviti da AcegasApsAmga raggiunge il 47%. Questa percentuale indica quanto materiale venga effettivamente riciclato, dove il totale è rappresentato dai rifiuti differenziabili raccolti (inclusi quindi i rifiuti che potrebbero essere differenziati ma che sono stati conferiti nei contenitori dell’indifferenziato): in questo modo è possibile evidenziare quanti materiali vengono ancora conferiti scorrettamente, sensibilizzando i cittadini a una raccolta differenziata più attenta.

Il tasso di riciclo è uno dei nuovi parametri fissati dall’Unione Europea per la promozione e lo sviluppo dell’economia circolare: l’obiettivo da raggiungere entro il 2025 è stato stabilito al 55%.

Uno scarto che supera appena il 3% sui rifiuti correttamente differenziati

Complessivamente, la multiutility nel 2018 ha raccolto 111 mila tonnellate di rifiuti differenziati (senza considerare i rifiuti indifferenziati), di cui il 95,5% è stato recuperato.

Andando ad analizzare nello specifico la raccolta triestina, nel corso dello scorso anno la multiutility ha mediamente destinato a recupero il 96,8% di quanto raccolto in modo differenziato (156 kg/abitante), a dimostrazione di come gli sforzi di AcegasApsAmga, Comune di Trieste e cittadini per una buona differenziata, vadano effettivamente a buon fine e, dunque, ad alimentare le filiere del recupero di materia. Quindi in media, la quantità di rifiuti scartata dagli impianti nel processo di recupero (perché, ad esempio, non idonea a essere riciclata o inquinata da corpi estranei) è complessivamente di appena il 3,2%.

Il dettaglio del riciclo per filiera

Nello specifico, i materiali che riescono a essere recuperati a Trieste al 100% sono il verde (sfalci e ramaglie), il legno, il ferro e l’organico. Seguono la plastica con 99,3% (di cui il 42,8% riciclato e il resto a recupero energetico) e il vetro con 92,3.

L’economia circolare del Gruppo Hera fra rinnovabili, efficienza e impiantistica

Raccolta differenziata e riciclo sono strumentali allo sviluppo dell’economia circolare, che del resto è un modello a cui il Gruppo tende attraverso tutti i propri business, come dimostra l’utilizzo di sola energia elettrica rinnovabile per alimentare le attività gestite, a partire dal 2017 è stato infatti possibile l’utilizzo di sola energia rinnovabile per i consumi di Hera Spa, AcegasApsAmga e Marche Multiservizi.

A questo, si aggiunge anche un lavoro fondamentale di efficientamento dei propri processi che consentirà di superare un risparmio sui consumi energetici del 3% nel 2017, con l’obiettivo di portare tale riduzione al 5% entro il 2020.

Ma economia circolare, per il Gruppo Hera, vuol dire anche investimenti, infrastrutture, impianti. Basti pensare ai tre biodigestori di Rimini, Lugo (RA) e Cesena, che nel solo 2017 hanno consentito la produzione di 20 GWh di energia rinnovabile, pari al consumo annuo di 7.000 famiglie producendo energia dai rifiuti organici. Sempre di rifiuti organici, fra l’altro, si alimenta l’impianto a Sant’Agata Bolognese per la produzione di biometano, la cui inaugurazione – avvenuta lo scorso anno - consente di produrre 7,5 milioni di metri cubi l’anno di biometano.

Un altro contributo alle performance “circolari” della multiutility è inoltre venuto dalla recente acquisizione della trevigiana Aliplast, che nel 2017 ha trattato circa 85 mila tonnellate di rifiuti plastici producendo 80 mila tonnellate di plastica riciclata utilizzata da produttori di mobili, componenti di arredo o materiali in plastica e in edilizia.

Hera partecipa al New Plastics Economy Global Commitment della Fondazione Ellen MacArthur, Il Gruppo Hera è la seconda realtà in Italia ad essere ammessa nel prestigioso programma internazionale GEI 00 della Fondazione Ellen MacArthur.

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