«Negazionismo delle foibe sia reato penale»
È questo il tema al centro della proposta dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Claudio Giacomelli e Alessandro Basso che vedrà il deposito di un progetto di legge nazionale al fine di inserire nel codice penale, all’art. 604-bis, norma che ad oggi punisce penalmente la minimizzazione e l’apologia della Shoah, il reato di negazionismo dei massacri delle foibe. Battaglia congiunta con il gruppo parlamentare nazionale del movimento di Giorgia Meloni e che vede il sen. Luca Ciriani, capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia ancora in prima linea sulla tutela e difesa del ricordo del dramma delle foibe e dell’esodo istriano, giuliano dalmato proprio recependo le istanze giunte dal territorio della Venezia-Giulia che più di tutte ha sofferto per quanto accadde dopo la Seconda guerra mondiale in tempo di pace. “Un atto dovuto per preservare, salvaguardare e tutelare la dignità umana di coloro i quali, per il solo fatto di essere italiani, furono vittime dell’odio dei partigiani jugoslavi durante e al termine della Seconda guerra mondiale e in tempo di pace. Contrastare l’emergenza di fenomeni anti-sociali e divisori, quali il negazionismo del dramma dei massacri delle foibe, come di tutte le tragedie che hanno colpito il popolo italiano nel secolo scorso, deve essere al centro di una decisa azione super partes di contrasto da parte della nostra Istituzione regionale e dello Stato nazionale.” Commentano così il capogruppo in regione di Fratelli d’Italia, Claudio Giacomelli e il consigliere regionale Alessandro Basso. “Rafforzare gli strumenti disponibili di contrasto del crescente e preoccupante fenomeno del negazionismo del massacro delle foibe, che continua a manifestarsi in occasione di pubbliche celebrazioni e commemorazioni storiche, pure durante il Giorno del Ricordo, solennità civile nazionale, è un obbligo morale per ogni vero italiano. Permettere che episodi simili vengano tollerati in nome della “libertà di pensiero”, tesi giustificazionista della sinistra italiana, è un’offesa alla coscienza collettiva e alla memoria storica della nostra Patria e dei popoli istriano, giuliano e dalmato, cittadini italiani, che proprio nei territori della Regione Friuli-Venezia Giulia hanno trovato rifugio e accoglienza dopo tanto dolore”. A dirlo il senatore Luca Ciriani, capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia.
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