«Chiusa definitivamente la squadra nautica di Trieste»
«Alla fine è giunto in questi giorni, il decreto del Capo della Polizia che sopprime le squadre nautiche e assegna i compiti, personale e mezzi (acquascooter per litorali, gommoni e barche per sommozzatori o vigilanza acque interne) alle Questure e ai Commissariati dei luoghi in cui avevano sede. Quindi anche a Trieste si chiude definitivamente la questione Squadra Nautica!».
Lo ha rilevato Lorenzo Tamaro - Segretario Provinciale SAP
«Verranno assegnate - ancora - alla Questura solamente due moto d’acqua per la vigilanza del litorale in periodo estivo ed in determinate occasioni. È una scelta assurda, mai condivisa dal SAP che fin da subito ha osteggiato. Una scelta questa, un’operazione di mero risparmio, un puro e semplice taglio lineare delle spese operato nell'ambito di quella ostinata e dannosa opera di ridimensionamento dell’apparato preposto alla sicurezza interna del Paese, che dà alla sola Guardia di Finanza l’autorità di andar per mare».
«Non ci meraviglierà affatto - viene riferito - se nel futuro sarà necessario ridare alla Polizia risorse per poter svolgere i propri compiti istituzionali anche in mare. Questo è un altro effetto negativo della Legge Madia che in questi anni ha causato una riduzione così grave degli organici di Polizia e che con questo provvedimento in questi giorni ha sancito la morte definitiva della Squadra Nautica. E’ di fatto riiniziato, quindi, l’eliminazione di centinaia di presidi di Polizia sul territorio e accorpamenti sotto le mentite spoglie delle razionalizzazioni, progetto sospeso per più di due anni ed ora “rispolverato” negli ultimi mesi».
«Ciò - conclude - potrebbe portare a Trieste l’unificazione dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima di Trieste con il Settore Terrestre di Trieste, con l’intento di “ottimizzare le risorse disponibili attraverso l’accorpamento dei rispettivi settori burocratici, con conseguente recupero di unità da destinare ai servizi operativi”. Un provvedimento questo che se portato a compimento, di fatto non porterà alcun beneficio in termini di risorse da mettere sul territorio, in considerazione delle qualifiche, dell’età elevata degli operatori di polizia li impiegati e delle competenze che attualmente sono così diverse».
«Verranno assegnate - ancora - alla Questura solamente due moto d’acqua per la vigilanza del litorale in periodo estivo ed in determinate occasioni. È una scelta assurda, mai condivisa dal SAP che fin da subito ha osteggiato. Una scelta questa, un’operazione di mero risparmio, un puro e semplice taglio lineare delle spese operato nell'ambito di quella ostinata e dannosa opera di ridimensionamento dell’apparato preposto alla sicurezza interna del Paese, che dà alla sola Guardia di Finanza l’autorità di andar per mare».
«Non ci meraviglierà affatto - viene riferito - se nel futuro sarà necessario ridare alla Polizia risorse per poter svolgere i propri compiti istituzionali anche in mare. Questo è un altro effetto negativo della Legge Madia che in questi anni ha causato una riduzione così grave degli organici di Polizia e che con questo provvedimento in questi giorni ha sancito la morte definitiva della Squadra Nautica. E’ di fatto riiniziato, quindi, l’eliminazione di centinaia di presidi di Polizia sul territorio e accorpamenti sotto le mentite spoglie delle razionalizzazioni, progetto sospeso per più di due anni ed ora “rispolverato” negli ultimi mesi».
«Ciò - conclude - potrebbe portare a Trieste l’unificazione dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima di Trieste con il Settore Terrestre di Trieste, con l’intento di “ottimizzare le risorse disponibili attraverso l’accorpamento dei rispettivi settori burocratici, con conseguente recupero di unità da destinare ai servizi operativi”. Un provvedimento questo che se portato a compimento, di fatto non porterà alcun beneficio in termini di risorse da mettere sul territorio, in considerazione delle qualifiche, dell’età elevata degli operatori di polizia li impiegati e delle competenze che attualmente sono così diverse».
«Ciò - conclude - potrebbe portare a Trieste l’unificazione dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima di Trieste con il Settore Terrestre di Trieste, con l’intento di “ottimizzare le risorse disponibili attraverso l’accorpamento dei rispettivi settori burocratici, con conseguente recupero di unità da destinare ai servizi operativi”. Un provvedimento questo che se portato a compimento, di fatto non porterà alcun beneficio in termini di risorse da mettere sul territorio, in considerazione delle qualifiche, dell’età elevata degli operatori di polizia li impiegati e delle competenze che attualmente sono così diverse».
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