Maxino nuovamente papà, Trieste in festa!!
"Ciao! Non so come chiamarti perché io e mamma stiamo ancora discutendo sul tuo nome.
Quel che è certo è che sarai sardo-giuliano… nuoro-triestin, bette mulon.
Tu forse non lo sai, ma l’intreccio tra le terre dei tuoi genitori è già da ora nel tuo destino.
Stai crescendo a fianco a quel tatuaggio col Castello di Miramare, uno dei simboli di Trieste, non a caso la dimora di Massimiliano e Carlotta, lo stesso nome dei tuoi genitori. E non a caso ti abbiamo sentito la prima volta proprio qui, a Cala Liberotto, vicino alla spiaggia in cui tua mamma Carlotta ha passato la sua infanzia, e in cui mi ha portato dal primo anno in cui mi ha portato in Sardegna.
Un calcetto per dirci un ciao…
Forse il tuo modo per confermare che anche qui ti senti a casa.
A pochi metri dal mare, a pochi centimetri dal Castello.
Lo so che è inutile immaginare il tuo futuro, immaginare a chi somiglierai, quali saranno i tuoi gusti, ma questa è una cosa che tocca a tutti, ed è un gioco che i genitori amano fare.
Quindi eccoci qua, a sperare tu possa avere lo stesso amore per la musica che abbiamo noi. Che è ciò che ci ha unito ed è ciò che speriamo ti piacerà. Quando mamma prende la chitarra e canta, quando io mi aggiungo con la tastiera e la seconda voce, quando spremiamo “accordiespartiti” e facciamo fuori pagine e pagine di Battisti, Baglioni, Ruggeri, Dalla, Vasco, De Gregori, Gabbani, Gaetano…
Ma questo forse già lo sai, per quanto ovattato possa arrivarti, ogni tanto senti questo intreccio di note, corde e voci. Se poi ti piacerà la trap ti ameremo lo stesso, ma con questo mare, con gli gnocchetti sardi, con le osmize, il pane carasau, il cotto in crosta e le parole dei cantautori, non potrai che nascere nella bellezza.
Bellezza che spero erediterai dalla tua splendida mamma. Se la amerai quanto la amo io, direi che siamo a posto.
Ti aspettiamo a gennaio.
Ciao piccolo.
Tuo papà, (o babbo, a seconda della geolocalizzazione)
Massimiliano"
A riferirlo Maxino.