Adesso Trieste: "Persi più di 2.500 alberi in un decennio, bilancio arboreo in profondo rosso"

Adesso Trieste: "Persi più di 2.500 alberi in un decennio, bilancio arboreo in profondo rosso"

Trieste ha un problema che non si vede a colpo d’occhio ma che, numeri alla mano, pesa come un macigno sul futuro della città: il patrimonio arboreo sarebbe in calo netto e costante. A denunciarlo è Adesso Trieste, che insieme al Patto per l’Autonomia ha presentato giovedì 22 gennaio i risultati di un’analisi sui dati comunali relativi agli abbattimenti e alle nuove piantumazioni.

Il quadro che emerge, secondo i promotori, è quello di un bilancio arboreo “in profondo rosso”, con perdite concentrate proprio nelle zone urbane dove gli alberi contano di più: quartieri densi, strade trafficate, cortili scolastici, parchi frequentati.

Slavich “saldo netto di 2.287 alberi persi”: i numeri del decennio che preoccupa

A snocciolare i dati è Marco Slavich, coordinatore dell’Assemblea Ecologia di Adesso Trieste, che parla di un saldo negativo lungo dieci anni: tra 2015 e 2024, sostiene, Trieste avrebbe perso 2.287 alberi.

Secondo i conteggi presentati, gli abbattimenti nel periodo sarebbero stati 4.596, a fronte di 2.309 nuove messe a dimora. Non solo: nei primi nove mesi del 2025 la tendenza, sempre secondo Slavich, sarebbe addirittura peggiorata con 375 alberi persi, frutto di 482 abbattimenti contro appena 107 piantumazioni.

Un andamento che, nel racconto di Adesso Trieste, avrebbe anche una seconda criticità: le discrepanze nei dati ufficiali, con differenze riscontrate tra elenchi pubblicati e dati ottenuti attraverso accesso agli atti. Un dettaglio non secondario, perché per chi fa politica sul verde urbano la trasparenza dei numeri è il primo punto della partita.

Slavich “la sostituzione non si può delocalizzare”: la ferita delle strade e dei quartieri

C’è poi un altro tema che, nell’intervento di Slavich, diventa quasi una frase-simbolo: non basta piantare nuovi alberi, bisogna capire dove.

Il punto, spiega, è che l’unico anno con saldo positivo sarebbe stato il 2023, grazie a una campagna di piantumazione sostenuta economicamente da soggetti privati, con un incremento di 520 alberi. Ma quell’intervento avrebbe riguardato un’area boschiva specifica, mentre il cuore degli abbattimenti sarebbe in pieno contesto urbanizzato.

Ed è qui che arriva il passaggio più netto: “la perdita di un albero in via Battisti non può essere compensata con uno nuovo fuori dal centro urbano”. Perché un albero di prossimità, in città, non è soltanto verde: è ombra, abbassamento della temperatura, mitigazione dell’inquinamento, benessere quotidiano per chi vive e cammina.

Skatepark San Giacomo, Villa Revoltella, San Giusto: dove sarebbero spariti più alberi

Adesso Trieste elenca anche le aree che, secondo l’analisi, avrebbero registrato le perdite più marcate.

Slavich parla di:

nelle aree verdi attorno allo skatepark di San Giacomo, con 210 alberi persi

in Villa Revoltella, con 118

al Parco della Rimembranza a San Giusto, ancora 118

E poi c’è il dato che, più di tutti, suona come uno schiaffo: dal 2020 sarebbero spariti 1.064 alberi nei giardini delle strutture scolastiche ed educative comunali, con 12 alberi piantati a fronte di 1.076 abbattimenti.

Massolino “qui si disbosca sempre di più”: lo scontro sale anche in Regione

La questione, però, non resta confinata ai confini comunali. A intervenire è anche Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia, che lega direttamente gli abbattimenti al tema più ampio della crisi climatica e della salute urbana.

La sua frase più dura è destinata a far discutere: “evidentemente chi ci governa odia il verde”.

Massolino elenca una serie di proposte avanzate in Regione e rimaste, secondo lei, senza ascolto: un piano strategico regionale per le infrastrutture verdi, standard di gestione sostenibile del verde urbano, finanziamento dei vivai forestali regionali, corsi per tecnici del verde, interventi di depavimentazione e rinverdimento nei cortili scolastici, fino al tema delle isole di calore.

La tesi è chiara: altrove si investe nel verde come infrastruttura, qui invece si taglia e si perde terreno proprio contro l’alleato più naturale per difendersi da estati sempre più roventi.

Laterza “non è solo un fatto numerico”: la politica chiede chiarezza e un piano vero

Dal piano regionale si torna all’aula cittadina con Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale.

Laterza definisce il bilancio arboreo “impietoso” e rilancia: non sarebbe solo una questione di quantità, ma di dove si perdono gli alberi, perché le zone più colpite sarebbero anche quelle più abitate e cementificate. E annuncia la volontà di presentare un’interrogazione per chiarire le differenze tra dati.

Poi elenca ciò che, secondo Adesso Trieste, sarebbe mancato in questi anni: rendere pubblica una piattaforma GIS accessibile sul patrimonio arboreo, migliorare la comunicazione ai cittadini, revisionare il regolamento del verde, costruire un piano strategico che consideri il verde urbano un’infrastruttura, non un elemento decorativo.

Il finale è politico e diretto: Laterza sostiene che l’amministrazione in chiusura di mandato si avvierebbe a lasciare un saldo negativo, “come la precedente”, e promette che le proposte di Adesso Trieste dovranno diventare parte integrante del programma elettorale con cui intendono governare la città.

Il segnale dalle Circoscrizioni: “cittadini indignati, chiedono ripiantumazioni”

Nel racconto di Adesso Trieste, l’allarme non arriva solo da numeri e grafici: arriva dal basso. I consiglieri circoscrizionali parlano di cittadini indignati per la perdita continua di alberi, e di richieste ricorrenti: manutenzione, ripiantumazioni, più comunicazione.

Perché il verde, a Trieste, non è mai soltanto un tema ambientale: è qualità della vita, vivibilità dei rioni, decoro, ombra, salute. E in una città che affronta estati sempre più calde, il rischio è che ogni abbattimento non compensato diventi una ferita lunga anni.